Frosinone, 23 ott — Intascavano i soldi per l’accoglienza per rifarsi la villa, e lasciavano gli immigrati destinatari dei fondi in strutture fatiscenti.  E’ quanto sarebbe successo a Cassino, dove i militari della Guardia di Finanza unitamente agli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato del Commissariato di Cassino, hanno portato a termine una vasta operazione nel settore dell’accoglienza degli immigrati richiedenti asilo, che ha portato alla denuncia di 25 persone per reati che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di dipendenti pubblici o incaricati di un pubblico servizio, estorsione, truffa ai danni dello Stato e Enti Pubblici, frode in pubbliche forniture, abuso d’ufficio, malversazione ai danni dello Stato, emissione ed utilizzo di fatture false.

Le indagini hanno coinvolto numerosi Comuni delle provincie di Frosinone, Caserta, Isernia, Latina e Rieti e hanno individuato numerosi comportamenti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo nel sistema dello Sprar che in quello dei Centri di accoglienza straordinari. In particolare, secondo gli inquirenti, i denunciati erano soliti emettere fatture per operazioni inesistenti e relative all’ottenimento di rimborsi non dovuti, frodavano gli immigrati nella fornitura di servizi scadenti e non a norma e richiedevano il rimborso delle rette per richiedenti asilo non più presenti sul territorio nazionale. È stato rilevato un caso di corruzione di un funzionario addetto alla rendicontazione del servizio Sprar.

In un caso le spese fatturate riguardavano quelle sostenute per l’organizzazione della festa per il diciottesimo compleanno del figlio di un responsabile, ed erano state figurate nella contabilità dello Spar come costi sostenuti “per la realizzazione di una manifestazione finalizzata all’integrazione dei migranti ospiti”.
Sempre a carico dello Sprar risultavano delle spese di ristrutturazione della villa, con annesso campo da tennis, di proprietà di un responsabile della cooperativa coinvolta. Il servizio di affidamento dei servizi da parte di alcuni Comuni avveniva senza procedure pubbliche. Non solo: il sindaco di un comune coinvolto era riuscito ad ottenere quale ”compenso” l’assunzione di familiari e conoscenti e aveva preteso anche un aumento di stipendio per una persona di suo interesse.

Le cooperative avevano siglato una sorta di patto “di non concorrenza” con il quale spartirsi il territorio, in molti casi subappaltavano vitto e alloggio a un centro fatiscente ad un prezzo risultato essere inferiore a 1/3 di quello versato dalla Prefettura, ottenendo così un guadagno indebito. Durante i sopralluoghi le forze dell’ordine rilevavano “lo stato dei luoghi altamente fatiscente con ambienti sporchi e blatte all’interno delle cucine”. Il gip del Tribunale di Cassino, su richiesta del sostituto procuratore dott. Alfredo Mattei, ha emesso un’ordinanza di applicazione di n.18 misure cautelari personali, di cui n.11 relative all’obbligo di presentazione alla P.G. e n.7 relative al divieto di esercitare attività imprenditoriali.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. Dai loro SUV Lexus a me col Pandino davano del razzista fascista sovranista pallavolista perché contrario all’immigrazione e soprattutto a tali mangiatoie.

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