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Bruxelles, 20 lug – Qualcuno dica a Giuseppe Conte che il Consiglio Ue è pubblico e che gli altri leader hanno rilasciato dichiarazioni ben precise su come stanno andando i negoziati. Il premier a pochi minuti dalla ripresa delle trattative su Recovery fund e bilancio Ue 2021-2027 – è il quarto giorno di impasse per il muro dei falchi del nord, i cosiddetti Paesi “frugali” – descrive uno scenario che esiste soltanto nella sua testa, nei suoi sogni. “Mi sembra che il clima sia cambiato. Ieri sera dopo posizione più dura di Italia, Spagna e Portogallo” spalleggiate da Francia e Germania “c’è stata una svolta”, dichiara convinto Conte, aggiungendo: “Abbiamo fatto comprendere chiaramente che non si può portare avanti un negoziato che porti tutto al ribasso”.

La versione di Giuseppi… e la realtà

Questa è la versione del premier, per l’appunto. I fatti dicono che la trattativa è al ribasso, penalizza l’Italia e vede i falchi del nord avere la meglio su tutti i fronti: meno soldi per il pacchetto Ue per l’emergenza economica scatenata dalla pandemia, ma anche meno sovvenzioni e più prestiti, la possibilità da parte di un singolo Stato membro di bloccare i fondi ai Paesi che non fanno le riforme richieste. Su quale base quindi Conte si intesta un qualche successo, ci sfugge.

Il premier si dice “cautamente ottimista”

“Ieri c’è stato un duro confronto e ho spiegato che dobbiamo avere un limite per la dignità dell’Italia e degli altri Paesi. Se il piano viene riempito di ostacoli che ne compromettono l’efficacia non serve a nulla. Ho richiamato tutti a un’assunzione di responsabilità. Stiamo offrendo una risposta europea, non possiamo guardare il nostro ombelico nazionale“, dice l’ex avvocato del popolo, come se non avesse sentito esultare il cancelliere austriaco Kurz e il premier olandese Rutte per aver ottenuto di tagliare i fondi. “Non possiamo più tergiversare dobbiamo finalizzare il tutto“, spiega Conte, come arrendendosi all’idea che niente può contro i “frugali” puntando quindi a un accordo pur di non tornare a casa senza niente in mano. “Sono cautamente ottimista“, dice.

Boschi: “Meglio un discreto compromesso che l’ennesimo rinvio”

A dare perfettamente il polso di quello che è lo scenario reale del Consiglio Ue è Maria Elena Boschi di Italia Viva: “In Europa meglio un discreto compromesso che l’ennesimo rinvio“. Insomma come dice su Twitter la renziana, l’importante è che Conte ottenga uno straccio di risultato. E su quanto sarà “discreto” siamo certi che il premier spargerà sufficiente fuffa per indorare la pillola. Il risultato però è sotto gli occhi di tutti: l’Italia è nell’angolo. E il sostegno della Boschi al premier la dice lunga su quanto anche nella maggioranza giallofucsia siano tutti disposti a ingoiare il rospo pur di restare incollati alla poltrona.

Adolfo Spezzaferro

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