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Roma, 20 lug – Contro Trump, contro Biden, contro tutti. Il rapper afroamericano Kanye West aveva annunciato a inizio luglio di volersi candidare alle presidenziali degli Stati Uniti. Personaggio controverso e decisamente sopra le righe, è tutto tranne che amato dagli antirazzisti Black lives matter soprattutto per via del suo iniziale sostegno a Trump e nonostante recentemente si sia schierato con loro. Sta di fatto che quasi nessuno credeva in un West che sarebbe andato fino in fondo con l’idea di presentarsi alle elezioni. Invece, ferma restando la probabilissima operazione meramente pubblicitaria, almeno a giudicare dal suo primo comizio in Carolina del Sud il rapper al momento tira dritto.

Sparate a raffica

E da showman qual è lo fa senza troppo guardare all’etichetta, anzi. Sul palco si è presentato con “2020” tatuato in testa e indosso un giubbotto antiproiettile, visto mai passasse inosservato, sparandole a raffica che neppure il miglior Cetto La Qualunque. Un discorso pirotecnico, da West incentrato soprattutto su droghe leggere e aborto che a suo avviso è un grave problema sociale. “Un milione di dollari a ogni donna che rimane incinta”, ha quindi proposto il rapper. Ma in puro stile americano non poteva esimersi dal raccontare anche una storia personale per catturare la sensibilità dei presenti. Così ha parlato di quando la consorte Kim Kardashian è rimasta incinta la prima volta e lui avrebbe voluto che abortisse. Pentito eppure ancora afflitto da un tremendo senso di colpa, West è scoppiato allora in lacrime urlando: “Ho quasi ucciso mia figlia”. Aborto da rendere dunque illegale negli Usa? Non proprio, il rapper ha dichiarato di non essere contrario in toto, ma di volersi spendere in ogni modo per scoraggiarlo.

Candidatura in salita

E quando una ragazza presente al comizio gli ha chiesto cosa ne pensa della pillola del giorno dopo ha lanciato la proposta roboante: “Diamo un milione di dollari alle donne che aspettano un bambino”. Una presa di posizione, per quanto retorica, che strizza l’occhio indubbiamente agli elettori repubblicani più radicali. Al contrario la proposta di legalizzare ovunque negli States le droghe leggere è diretta a strappare simpatie tra i progressisti. Sia come sia, eccentricità e continue contraddizioni del personaggio a parte, va detto che la sua effettiva candidatura è ardua cosa non tanto per questione di volontà in merito. Quanto perché West dovrebbe raccogliere un numero spropositato di firme. Entro oggi ha bisogno di ottenerne 10mila soltanto per Carolina del Sud.

Eugenio Palazzini

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