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Modena, 9 mar – Si infiamma paurosamente la rivolta carceraria in Italia a causa dell’emergenza coronavirus, con la protesta di questa mattina nel carcere di Foggia, dove alcuni detenuti – almeno sette – sono riusciti ad evadere. Sul posto agenti di polizia carabinieri e militari dell’Esercito. Alcuni dei detenuti evasi sarebbero stati bloccati e riportati in carcere. Un detenuto ha riportato una ferita alla testa. Numerosi detenuti si sono arrampicati sulla cancellata esterna: chiedono l’indulto e maggiori garanzie per la sicurezza contro il contagio da coronavirus. Alcuni parenti dei detenuti che si trovano nel piazzale esterno hanno chiesto ai reclusi di rientrare nelle loro celle.

San Vittore, detenuti sul tetto del carcere

A Milano i detenuti del reparto “La Nave” di San Vittore sono saliti sul tetto del carcere per protestare contro il divieto di avere colloqui di persona coi familiari finalizzato a prevenire il contagio del coronavirus. Mentre si parla di “devastazione” per quello che hanno fatto i detenuti che hanno avuto accesso all’infermeria e hanno aperto armadietti e casseforti. Come è successo altrove, il pericolo è che abbiano accesso al metadone usato per placare la tossicodipendenza da eroina. Due i raggi del carcere di San Vittore che sono stati devastati. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco. Per contenere la rivolta è stato predisposto un servizio di ordine pubblico con uomini del Reparto mobile e volanti dell’Upg e del commissariato. E’ stata inviata la polizia scientifica.

Ecco un video girato all’interno del carcere di San Vittore durante la rivolta

Nuove proteste a Palermo e Lecce

Una nuova protesta di detenuti è scoppiata all’Ucciardone a Palermo. Alla base delle tensioni le misure relative alla protezione per il contagio da Covid-19. A riferirlo è Donato Capece, segretario generale del Sappe, sindacato di polizia penitenziaria, che riporta anche tensioni nella struttura penitenziaria di Lecce.

Sono sei i morti a Modena durante la rivolta

Sono sei i detenuti deceduti durante la rivolta a Modena di domenica pomeriggio: lo si apprende da fonti della Questura modenese confermate dal sindacato della polizia penitenziaria, Sappe. Tre decessi in più quindi rispetto al bilancio riportato dall’amministrazione penitenziaria, che ci tiene a precisare che allo stato attuale non è risultato alcun segno di lesione sui tre corpi. Due decessi, infatti, sarebbero riconducibili all’uso di stupefacenti, mentre il terzo detenuto è stato rinvenuto in stato cianotico, di cui non si conoscono le cause. Tre sono morti nel carcere di Modena ed altri tre nelle carceri dove erano stati trasferiti. Quattro detenuti sono ricoverati in ospedale in gravi condizioni di salute e in prognosi riservata, dopo la rivolta scoppiata ieri nel carcere di Modena per le limitazioni dovute al contenimento della diffusione del coronavirus. Al momento, spiega il policlinico modenese, sono stati 18 i pazienti trattati nei posti medici avanzati (Pma), la maggior parte per intossicazione. I più gravi, sei detenuti, sono stati trasportati ai pronto soccorsi cittadini di cui quattro sono in prognosi riservata ricoverati in terapia intensiva: due al policlinico di Modena, uno a Baggiovara e uno a Carpi. Al pronto soccorso dell’ospedale civile di Baggiovara sono state medicate tre guardie e sette sanitari con ferite lievi, uno di questi è lievemente intossicato. Sono molto importanti i danni nel carcere di Modena causati dalla rivolta di ieri. Al momento è in corso la bonifica dei locali e il trasferimento di gran parte dei detenuti in altre strutture. La procura di Modena ha aperto un’inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata.

Da ieri proteste in tutta Italia

Ieri le proteste hanno coinvolto gli istituti penitenziari di Napoli Poggioreale, Modena, Frosinone, Alessandria San Michele, Foggia e Vercelli. Un centinaio di persone hanno richiesto di effettuare i colloqui presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano. Nel carcere di Reggio Emilia invece sono stati circa 150 i detenuti coinvolti nella sommossa scoppiata dopo le limitazioni introdotte per l’emergenza coronavirus. Tre le sezioni del penitenziario coinvolte e danneggiate, con incendi di materassi, lancio di oggetti alla polizia penitenziaria, rottura degli arredi. Per riportare la calma sono intervenuti anche i carabinieri, la polizia e i vigili del fuoco.

Ludovica Colli

2 Commenti

  1. Fate dire a questi signori che si lavassero bene le mani e stessero tranquilli, che non succede niente.

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