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Ginevra, 28 feb – La minaccia per l’epidemia di coronavirus a livello mondiale è stata elevata a livello “molto alto”. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus. Il virus potrebbe raggiungere la maggior parte “se non tutti i Paesi” del mondo: ad oggi sono 50 gli Stati interessati dal contagio. Insomma, si fa sempre più concreta la possibilità che l’epidemia diventi una pandemia.

Per i Cdc Usa siamo già di fronte a una pandemia

Certo, parlare di pandemia fa paura. Forse è per questo che finora l’Oms non si è espressa in questi termini, nonostante il virus sia presente in ben 50 diverse nazioni. Ad esempio, i Centri statunitensi per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) sono convinti che il Covid-19 risponde già a tre criteri necessari a definire una pandemia: primo, si diffonde tra le persone; secondo, può essere mortale; terzo criterio è che la diffusione abbia luogo su scala mondiale.

Il problema è che a fronte di una pandemia conclamata, non tutti gli Stati adotterebbero misure condivise. E se già adesso in alcune nazioni sono in atto azioni restrittive molto più dure che altrove – basti pensare al caso di Israele nei confronti degli italiani e di chi proviene dal nostro Paese – in presenza di una pandemia la situazione potrebbe degenerale. Resta il fatto che il contenimento del virus diventa praticamente impossibile, se diffuso ampiamente in tutti i continenti. A quel punto – e in Italia e Cina è già così – l’unica soluzione è chiudere tutto: sbarrare scuole, musei, negozi, intere città. Forse a quel punto persino il governo giallofucsia chiuderà le frontiere e i porti.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. …a quel punto l’unica è conviverci e adattarsi, cercando di ridurre, il più possibile, i danni..chiudere le nazioni, come enormi posti da quarantena, non è salutare…non è più vita….

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