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Roma, 4 set – “Meglio evitare il canto in classe. Una ricerca ha stabilito che se c’è un positivo in un coro ne infetta 50. Le goccioline hanno un raggio di caduta di due metri e con il canto può aumentare. Le mascherine possono aiutare ma non so quanto”. Il virologo Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia all’università di Padova, è per la linea dura sul ritorno a scuola in presenza e le norme anti-coronavirus.

“Test rapidi? Compromesso accettabile”

Ospite di Agorà Estate su Rai3, l’esperto poi spiega che “se le misure sono seguite correttamente mi preoccupa meno la riapertura delle scuole rispetto alle aziende. La spinta al profitto può far prendere le scorciatoie ed è difficile controllare capillarmente ogni azienda. Mentre nelle scuole c’è una catena di responsabilità più lineare”, sostiene convinto. Per quanto riguarda i test rapidi proposti dal governo giallofucsia in caso di contagio in classe, per l’esperto si tratta di “un compromesso accettabile in certe situazioni“. Tuttavia Crisanti invita a non fare confusione: “Rapido non significa che se ne possono fare tantissimi al giorno. Resto dell’idea che sarebbe meglio triplicare i tamponi“. In ogni caso, il virologo fa presente che “le regole per il rientro a scuola sono state approvate, inutile fare polemiche. Applichiamole e vediamo come va. Non dovessero andare bene, le cambieremo”.

“Vaccinare gli studenti contro l’influenza”

Sul fronte dell’influenza stagionale, Crisanti fa presente che “ogni anno abbiamo circa 8 milioni di malati di influenza, la maggior parte tra i 4 e i 15 anni. Sicuramente oggi un ragazzo malato di influenza fa scattare tutto un meccanismo di protezione anti-Covid che distoglie le risorse preziose. Numerosi colleghi, e ci sono anch’io, hanno sottolineato la necessità di rendere obbligatoria o di incoraggiare la vaccinazione” anti-influenzale. “Non è pero così facile – ammette Crisanti – i servizi di vaccinazione sono ingolfati da quelle inevase nei mesi passati. Sembra facile dire facciamo il vaccino a tutti, ma non è semplice realizzarlo”.

Adolfo Spezzaferro

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