Roma, 22 lug – “I media ogni giorno provano ad accostarci alle altre forze politiche. Ormai è diventato l’hobby di molti commentatori e pseudo analisti politici. Perché lo fanno? Per mettere zizzania. Ci provocano in tutti i modi, ma forse non hanno ancora capito una cosa: noi siamo orgogliosamente diversi da tutti gli altri. E lo abbiamo dimostrato in questi anni con i fatti”. Così, con un post su Facebook, il vicepremier e capo politico del M5S Luigi Di Maio respinge l’offerta di Dario Franceschini. L’esponente del Pd, infatti, in una intervista al Corriere della Sera oggi in edicola, ha parlato della possibilità di un’alleanza con i 5 Stelle per difendere quei valori che invece il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini calpesterebbe.

Il capo politico del M5S: “Non vogliamo avere nulla a che fare con il Pd”

“Ultimamente i giornali non fanno altro che scrivere di un’alleanza tra Pd e MoVimento in procinto di decollare. A giorni alterni anche esponenti di spessore del Partito democratico provano ad aprire al MoVimento.
Quanta fantasia”, liquida così le offerte dem Di Maio. Poi ribadisce: “Noi siamo orgogliosamente diversi dal Pd e non vogliamo avere nulla a che fare con un partito che invece di supportare la nostra battaglia di civiltà nei confronti dei cittadini, ha saputo criticare il reddito di cittadinanza e oggi sta facendo le barricate contro il salario minimo”.

L’ex ministro dem: “Insieme possiamo difendere i valori che Salvini violenta”


“Il Movimento 5 stelle è diverso dalla Lega e “insieme possiamo difendere certi valori”, aveva detto Franceschini, sottolineando che il più grosso sbaglio del Pd è stato permettere che si formasse l’alleanza tra i pentastellati e il Carroccio: “È un errore mettere Lega e grillini sullo stesso piano. Io vedo come tutti i limiti enormi dei 5 Stelle, ma non posso non metterli su due piani diversi. Il reddito di cittadinanza e il no alla Tav sono errori politici ma non sono la stessa cosa di far morire la gente in mare o dell’accendere odio, che è ciò che Matteo Salvini fa ogni giorno“. E ancora: il premier Giuseppe Conte “non è Salvini e quando nel campo avversario si vedono delle differenziazioni l’opposizione deve valorizzarle”. L’ex ministro dem, mettendo le mani avanti rispetto a eventuali mal di pancia nel suo partito per l’offerta ai 5 Stelle, spiega “c’è qualcosa di più importante dell’interesse nostro, di un singolo partito. Vorrei si lavorasse per cercare di costruire, e so quanto sarà difficile e faticoso, un arco di forze che, anche se non governano insieme, sono pronte a difendere i valori umani e costituzionali che Salvini calpesta e violenta ogni giorno“. Questo perché – per sua stessa ammissione – Franceschini sa bene che senza alleanze il Pd non tornerà mai al governo.

Insomma, per adesso Di Maio non sembrerebbe intenzionato ad avallare quello che molti scenaristi ritengono sia il piano del Colle per un governo tecnico sostenuto da “responsabili” (le parole di Franceschini in tal senso sono inequivocabili, con il solito richiamo alla Costituzione) per mettere Salvini nell’angolo e soprattutto evitando il voto anticipato.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Franceschini è antipatico in modo viscerale, al confronto Giggino Di Maio è “il buon padre di famiglia”: d’altronde in mezzo alla confusione dei 5s gli va riconosciuto il merito della bella frase: “noi con quelli di Bibbiano non vogliamo avere a che fare “.
    Franceschini è l incarnazione anche nell aspetto del catto comunista, un Macron all italiana, non c è limite al peggio.

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