Roma, 22 lug – Pierluigi Coppola, uno degli esperti della commissione per l’analisi costi-benefici sulla Tav, è stato licenziato dal Ministero delle infrastrutture e trasporti. E’ stato l’unico ad essersi dissociato dall’esito negativo della valutazione. La conferma del suo licenziamento arriva proprio dal Mit dopo quanto anticipato dal Messaggero. Coppola, scrive il quotidiano, è stato licenziato con una mail, una semplice “pec” firmata dal ministro 5 Stelle Danilo Toninelli.

Coppola – è quanto adducono dal Mit come motivazione per il suo licenziamento – “ha violato la riservatezza rilasciando interviste non autorizzate e soprattutto resta un’ombra su di lui, in merito al falso contro dossier con numeri sballati sulla analisi costi-benefici Tav che gli è stato attribuito sulla stampa e di cui poi lui ha smentito la paternità. Senza però chiedere rettifica ai giornali che glielo attribuivano”.
Secondo il quotidiano romano ora è in bilico anche il presidente della commissione Marco Ponti, in scadenza a settembre.

Le ragioni del “no” del tecnico


Coppola era l’unico confermato dalla struttura voluta dal precedessore di Toninelli, il dem Graziano Delrio. Al Corriere della Sera aveva spiegato i motivi del suo parere contrario alla relazione sulla Tav. “Non ne condivido la metodologia utilizzata“, aveva detto Coppola: “Si tratta di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale”. Il metodo usato da Ponti, spiegava Coppola, “Si discosta molto delle linee guida adottate da tutti i Paesi dell’Unione europea sulle analisi costi benefici. E da quelle italiane che riguardano la valutazione degli investimenti pubblici”. Ecco perché – chiariva – “ho forti ragioni di perplessità sul metodo usato per l’analisi costi-benefici, e quindi anche sui risultati che ha prodotto. Per me è importante che le opere vengano valutate correttamente, siano esse la Tav o un’autostrada”. Nelle sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano di via Solferino, infine Coppola lascia capire chiaramente in cosa fosse debole l’impianto dell’accusa alla Tav: “Non è ormai un mistero – sottolineava – il fatto che l’inserimento nei costi del mancato incasso delle accise sui carburanti sia una procedura inedita, non prevista da alcuna linea guida, europea o italiana”.

Ludovica Colli

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