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Milano, 27 mar – “Sto organizzando un grande evento qui a Milano con tutti gli alleati europei della Lega per proporre una riforma dell’Unione” europea. E’ l’annuncio del ministro degli Interni e vicepremier Matteo Salvini in un colloquio con La Stampa nel quale spiega di aver “appena sentito alcuni degli alleati europei al telefono, è la prima volta che mi chiamano perché vogliono venire loro in Italia”.
Il vicepremier spiega che alle elezioni europee di maggio andrà “con il simbolo della Lega, mentre alle Politiche si vedrà”. La sua idea è quella di “una ventina di movimenti con cui proporre tutti insieme dall’Italia una nuova Europa delle nazioni“. Dopo le consultazioni del 26 maggio – è il ragionamento di Salvini – finirà l’alleanza tra popolari e socialisti e saranno i cosiddetti sovranisti a determinare i nuovi equilibri del Parlamento e della Commissione.

Il leader della Lega poi attacca ancora la Francia che “impone rigide regole agli altri, ma è la prima a infrangerle, il caos in Libia è opera del tentativo di Sarkozy di sostituire l’Eni con Total”. Parlando di sanzioni Ue alla Russia ribadisce: “Le ritengo un atto inutile, controproducente e frutto di masochismo politico, economico e commerciale. Ci costano dieci miliardi di mancate esportazioni. Basta fare un giro alla prossima settimana del design di Milano e chiedere ai mobilifici della Brianza. Qualcuno pensa che io venga pagato dai russi per sostenere questa posizione, invece lo dico gratis, pensa che scemo! Alcuni giornalisti cercano i miei conti in Lussemburgo, ma non li trovano semplicemente perché non ci sono”.

Quindi se la prende con tre simboli della sinistra: “Fazio, Saviano e Gruber più stanno in tv e più prendiamo voti. Fazio è monocorde, porta a casa 3-4 milioni di euro all’anno, guadagna 10-15 volte più del ministro dell’Interno, ma gli auguro lunga vita perché ci porta consenso”. Infine stronca l’opposizione: “Se la nuova frontiera del Pd è combattere per lo ius soli ci toccherà governare per i prossimi 50 anni“.

Un occhio alle Europee, l’altro al dopo Lega-M5S

Insomma, i toni – tutti elettorali – di Salvini tornano sovranisti, almeno fino al 26 maggio. E da Strasburgo gli fanno eco le parole della capogruppo della Lega al Parlamento europeo Mara Bizzotto: “L’Europa degli immigrati e delle tasse, l’Europa di Juncker, della Merkel e di Macron è al capolinea! Il 26 maggio la Lega di Matteo Salvini sarà il primo partito di tutta Europa e il voto del popolo italiano sarà una vera rivoluzione di democrazia  e di libertà. Noi siamo pronti a cambiare da cima a fondo questa Europa schiava delle banche e delle lobby di potere – ha aggiunto la Bizzotto nel corso del suo intervento all’Europarlamento – Cari Juncker e burocrati europei, in questi anni avete combinato disastri e avete voluto umiliare il popolo italiano. E gli italiani, con grande orgoglio, il 26 maggio vi manderanno a casa. Per sempre!”.

Slogan che servono per capitalizzare i consensi prima per le Europee e poi, molto probabilmente, per le Politiche. Questo spiegherebbe perché Salvini per adesso non parla di Lega che corre da sola alle elezioni nazionali.

Meloni: “Dopo le Europee, si vada al voto anticipato”

Visto che la Lega vola nei consensi mentre il M5S è in picchiata, secondo il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, dopo le Europee si dovrebbe andare al voto anticipato. Le elezioni del 26 maggio, ha detto la Meloni in un’intervista al Corriere della Sera saranno uno “spartiacque fondamentale, certo, perché i nodi sono venuti al pettine. Nel contratto tra Lega e M5S c’era scritto tutto e il contrario, prima o poi qualcuno avrebbe dovuto cedere. E nonostante la crescita elettorale, è proprio la Lega ad aver finora rinunciato di più“. La leader di FdI elenca: “Dalla fatturazione elettronica alle sanzioni alla Russia, dall’ecotassa al blocco sulla Tav, dal reddito di cittadinanza al nulla concesso alle famiglie e perfino ai provvedimenti troppo timidi sulla legittima difesa, Salvini troppo spesso ha dovuto subire il M5S. La contraddizione tra il suo successo personale e la scarsa incisività sulle scelte del governo sta venendo a galla. E non credo che né Matteo né soprattutto l’Italia possano perdere altro tempo”. Di conseguenza, dopo le europee dunque ci dovrebbero essere le elezioni politiche? “Sì, non vedo altre soluzioni: né improbabili governi tecnici né altrettanto improbabili alleanze tra M5S e Pd. Il voto è la via maestra”.

Il dato politico è che la Meloni si augura che dal voto anticipato escano i numeri per un governo Lega-FdI (scenario peraltro in voga in questi giorni) così scongiurando l’inciucio 5 Stelle-dem (altra opzione in mano al Presidente Mattarella). Certo, per stare sicuri, ci vorrebbero pure i numeri di Forza Italia (quel 10% circa che, come vale per lo zoccolo duro degli anziani elettori dem, ancora non si sposta). Ma forse anche la Meloni vuole scaricare Berlusconi. E una volta lasciato a casa il Cav, è un attimo tirare dentro i forzisti che non vedono l’ora di abbandonare la nave.

 Adolfo Spezzaferro

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