Il Primato Nazionale mensile in edicola

Reggio Calabria, 1 ago – Decapitata da un filippino ludopatico che la accusava di truffarlo. E’ stata questa la barbara fine di Mariella Rota, tabaccaia 66enne uccisa a colpi di mannaia nell’androne del palazzo in cui risiedeva, a Reggio Calabria. Il fermato sarebbe Billi Jay Sicat, di 43 anni, di origini filippine, in Italia regolarmente da 5 anni, e cliente fisso della tabaccheria in cui andava a giocare compulsivamente al Lotto. Una compulsione diventata in breve tempo malattia: una droga legalizzata che consuma l’anima e il portafogli di un sempre maggior numero di persone, trascinandole sul lastrico e nella disperazione. Sicat era senza lavoro, e secondo quanto riferito spendeva al Lotto tutti i soldi guadagnati dalla moglie.

“Mi stai truffando”

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la donna avrebbe sorpreso il suo assassino mentre cercava di introdursi nella tabaccheria passando dall’androne del palazzo. All’improvviso delle urla hanno squarciato il silenzio, poi più nulla. Un omicidio volontario e premeditato, perché il fermato accusava regolarmente la donna di truffarlo per giustificare a se stesso la mancanza di fortuna al gioco. La donna, che è stata praticamente decapitata dai colpi secchi di mannaia, avrebbe provato a difendersi, ma il primo colpo le ha tranciato di netto le dita dalla mano, poi l’uomo ha calato il fendente mortale, infierendo poi sul cadavere con altre mannaiate.

Un omicidio premeditato

Colpisce anche l’estrema lucidità con cui il filippino si è tolto la maglietta sporca di sangue indossandone una pulita, e ha poi tolto l’hard disk da un computer ritenendo che fosse quello della videosorveglianza, sbagliando però terminale: i video del sistema di sorveglianza sono stati poi ritrovati dalla polizia e hanno consentito alla polizia di rintracciare il filippino. Il grosso tatuaggio sull’avambraccio destro del killer è stato decisivo per l’identificazione. Quando la polizia ha bussato alla porta di casa sua per prelevarlo, Sicat si stava preparando a partire. 

Cristina Gauri

 

2 Commenti

Commenta