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Roma, 1 ago – Lo scorso marzo l’annuncio: gli Stati Uniti hanno messo una taglia da un milione di dollari su Hamza Bin Laden. Ieri i media statunitensi hanno diffuso la notizia della morte del figlio di Osama. Stando a quanto riportato dalla Cbs, sarebbe stato ucciso nel corso di un’operazione militare. La stessa emittente televisiva sostiene però che il figlio del defunto leader di Al Qaeda non era l’obiettivo dell’operazione. Addirittura non si era neppure a conoscenza che si trovasse nel luogo dell’attacco. Alcuni media Usa citano fonti di intelligence che avrebbero confermato l’uccisione di Hamza Bin Laden e oggi la Nbc ha citato tre dirigenti dei servizi americani coperti dall’anonimato.

Nessuno ha però fornito dettagli su dove e quando il figlio di Osama sarebbe morto e non è neppure chiaro l’eventuale ruolo di Washington nella vicenda. Donald Trump non ha voluto commentare la notizia, trincerandosi dietro un secco “no comment”. Secondo alcuni fonte, sempre anonime, l’erede di colui che sferrò gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 si trovava in Pakistan oppure in Afghanistan. Anche riguardo al suo “domicilio” le idee non sembrano affatto chiare. “Crediamo che probabilmente sia sul confine tra Afghanistan e Pakistan e che sconfinerà in Iran – dichiarò a marzo scorso l’assistente segretario per la sicurezza diplomatica degli Stati Uniti, Michael Evanoff – ma potrebbe essere dappertutto nell’Asia centro meridionale“. Traduzione semplice: brancoliamo nel buio.

Nuovo leader di Al Qaeda?

L’unica certezza è che gli Stati Uniti consideravano fino ad oggi Hamza Bin Laden uno dei nuovi leader dell’organizzazione terroristica precedentemente guidata dal padre. Secondo il dipartimento di Stato americano, non a caso, il figlio di Osama negli scorsi mesi aveva “diffuso messaggi audio e video su Internet, esortando i seguaci a lanciare attacchi terroristici contro gli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali”. Sempre secondo gli Usa, avrebbe poi “minacciato di vendicarsi per la morte del padre ucciso nel marzo 2011”.

L’intelligence americana ha pure avanzato l’ipotesi, negli scorsi mesi, che in realtà Hamza Bin Laden non sarebbe un leader qualunque, ma il nuovo capo assoluto di Al Qaeda, perché tra le carte rinvenute dai Navy Seals in Pakistan, nel bunker di Abbottabad dove si nascondeva Osama, vi sarebbero lettere in cui il già leader del terrore spiegava come crescere ed educare il figlio come successore alla guida della sua organizzazione.

Eugenio Palazzini

   

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