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Roma, 4 ago – Primo vertice di governo dedicato alla manovra finanziaria firmata esecutivo giallo-verde. A Palazzo Chigi, nella giornata di ieri, sono riuniti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme al ministro dello Sviluppo e del Lavoro, Luigi Di Maio, al ministro dell’Economia Giovanni Tria, degli Affari Europei Paolo Savona e quello degli Esteri, Enzo Moavero. Presente, a fare le veci di Matteo Salvini, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti.
Sul tavolo della discussione è finita la manovra economica che l’alleanza Lega-M5S dovrà preparare il prossimo autunno. Una sfida non di poco conto, dato che dovrà tenere in considerazione il contratto di governo che, dal lato delle proposte di riforma, è particolarmente approfondito e, almeno nelle intenzioni, vorrebbe cambiare marcia rispetto ai paradigmi visti dall’esperienza di Monti in avanti.
Via libera dunque a flat tax e reddito di cittadinanza, che dovrebbero fare capolino in finanziaria per accontentare i desiderata dei membri della coalizione. Non saranno comunque inserite nella loro versione definitiva, ma verranno introdotte in maniera graduale: “Non avrà tutto subito, però i primi passi di flat tax, di smontaggio della legge Fornero e di stralcio delle cartelle di Equitalia, questo ci sarà”, ha spiegato Matteo Salvini.
Il valore della finanziaria dovrebbe attestarsi attorno ai 25 miliardi. Resta però da vedere come le misure care al governo saranno finanziate. Se Forza Italia prevede già una sfida alle istituzioni europee a causa del maxi deficit che sembra prospettarsi all’orizzonte, il ministro Tria getta acqua sul fuoco parlando di “compatibilità tra gli obiettivi di bilancio già illustrati in Parlamento e l’avvio delle riforme contenute nel programma di governo in tema di flat tax e reddito di cittadinanza”.
Filippo Burla

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