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Firenze, 4 giu – Toscana Aeroporti da qualche giorno ha un socio eccellente. Il fondo sovrano del governo di Dubai ha acquisito il 25% delle azioni della sua “società madre” Corporation America Italia. Il fondo sovrano Investment Corporation of Dubai (tramite la sua controllata Mataar Holdings 2), ha raggiunto un accordo con Dicasa Spain, (il socio unico di Corporaciòn America Italia del magnate argentino Eduardo Eurnekian) per mettere le mani sulla società che gestisce gli aeroporti di Pisa e Firenze. L’accordo è stato salutato con entusiasmo dai due contraenti. In una nota pubblicata dalle società, si sottolinea che questa operazione servirà “a mettere in comune le rispettive competenze per eventuali future acquisizioni, in via principale, nel settore delle infrastrutture aeroportuali in Italia, Europa Orientale (esclusa la Russia) e Medio Oriente”.
Mohammed Al Shaibani, amministratore delegato di Icd si è detto addirittura eccitato: “Stabilire una partnership con Corporaciòn America offre eccitanti opportunità di collaborazione con un operatore e investitore infrastrutturale di livello mondiale in nuovi mercati, un’operazione che impreziosisce la partnership dando a Icd accesso a Toscana Aeroporti, una società aeroportuale consolidata e ben performante in una economia matura, con potenziale di sviluppo”. Per comprendere meglio chi sono i personaggi che ruotano intorno a questa vicenda è necessario fare un piccolo passo indietro.
Cominciamo con Eduardo Eurnekian, magnate argentino, a processo in Italia per la bancarotta del gruppo “Volare”, presidente e CEO di Corporaciòn America. Nel 2014, l’imprenditore sudamericano riesce in pochi mesi a mettere le mani prima sulla società che gestisce l’aeroporto di Firenze e poi sulla Sat (società pubblica) che gestiva quello di Pisa. Un’operazione benedetta da Matteo Renzi (da poco nominato premier) e dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Nasce così il primo giugno del 2015 Toscana Aeroporti guidata dall’amico intimo di Renzi Marco Carrai.
Nel 2017 la società guidata dal manager renziano tornerà a far parlare di sé annunciando di voler esternalizzare tutti i servizi degli scali di Firenze e Pisa. La scusa per mettere in campo tale provvedimento era già pronto: ce lo chiede l’Europa. Peccato che si trattava di una direttiva del 1996, recepita dal governo italiano nel 1999. Una norma che si era rivelata fallimentare in tutti gli aeroporti italiani che l’avevano attuata.
Ed arriviamo ai giorni nostri. La privatizzazione nel giro di quattro anni ha creato un’azienda facile preda per la finanza speculativa. Oggi c’è il fondo d’investimento che risponde al governo di Dubai, domani nessuno può dire chi prenderà il suo posto. Anche in un settore strategico come quello delle infrastrutture a dettar legge sono gli stranieri.
Salvatore Recupero

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