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Roma, 29 mar – In uno schema che ormai si ripete puntualmente, incassato un provvedimento per uno (l’ultimo è stato la riforma della legittima difesa voluta dalla Lega), la maggioranza si scontra sulla prossima misura da varare. Ora tocca alla Flat tax. Sul fronte fiscale è il cavallo di battaglia del Carroccio. Il vicepremier Matteo Salvini non transige: va fatta. Nonostante tutti i problemi di bilancio, con i 23 miliardi di clausole di salvaguardia (aumento dell’Iva) da sterilizzare, il leader della Lega pretende che dal 2020 parta, almeno in forma parziale, la cosiddetta tassa piatta  (probabilmente al 20 per cento e non subito al 15) anche per le famiglie e le imprese, e non solo per le partite Iva.

Ecco perché il Carroccio è in pressing sul ministro dell’Economia Giovanni Tria (“reo” di bloccare la misura) e sull’alleato pentastellato. Ma il vicepremier Luigi Di Maio mette le mani avanti e afferma: “E’un obiettivo del governo ma non si può fare con i due miliardi della mini Ires: costa di più. Bisogna dirsi la verità e capire quanto. Poi io sono il primo a voler abbassare le tasse”. Così, in un’intervista a Repubblica, il capo politico del M5S lascia intendere che ci sarà l’ennesimo braccio di ferro in seno alla maggioranza proprio sulla flat tax.

Di Maio rilancia: “La Lega è con noi sui rimborsi ai truffati?”

Anzi, Di Maio rilancia e sposta l’attenzione sui rimborsi ai truffati della banche: “C’è una questione di compattezza all’interno del governo. Il Movimento 5 stelle – dice nell’intervista – chiede di firmare i decreti nei prossimi giorni. Bisogna capire se la Lega è con noi. Non si tratta di convincere Tria ma di esprimere chiaramente la posizione di chi ha i voti in Parlamento. Chiediamo la firma da settimane. Nelle prossime ore la situazione va sbloccata”.
E sul fronte dei conti pubblici, Di Maio spiega che le clausole di salvaguardia sull’Iva si potranno sterilizzare “col decreto Crescita che va approvato entro lunedì”.
Al netto del clima elettorale per le Europee, è impensabile che la Lega faccia dietrofront sulla riforma del fisco. Sarà quindi ancora una volta il M5S a cedere? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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