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Roma, 29 nov – Un pericoloso disegno di legge proposto dalla Lega minaccia di mettere in ginocchio i poveri cittadini alle prese con gli squali della finanza e i creditori.
Il presidente della commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari, ha presentato un ddl per modificare il decreto di ingiunzione. Attualmente infatti per ottenerlo servono due passaggi. Rivolgersi ad un avvocato – che prepara l’atto – e poi sottoporlo a un giudice che ne verifica la sussistenza in base al codice.
Ebbene, secondo la proposta del senatore leghista si salterebbe il parere del giudice: sarebbe direttamente il difensore del creditore ad emettere il provvedimento. “Il giudice – spiega Ostellari – nell’esaminare la documentazione che gli viene presentata dall’avvocato, fa un lavoro praticamente da notaio. Peraltro, il tempo tecnico solo per queste prime operazioni è di tre mesi minimo. Con questa procedura ci vorrebbero invece solo 10-15 giorni”.
Pazienza, poi, se l’avvocato – magari “stimolato” dalla parcella – non vada tanto per il sottile.
Come se non bastasse, viene tolto al creditore l’onere di pagare il cosiddetto contributo unificato, ossia le imposte di bollo o di registro. Tuttavia, poiché resta fermo il diritto di chi viene raggiunto dal provvedimento di fare ricorso, le spese – compresa quella del contributo unificato – saranno a suo carico.
Sempre secondo il ddl presentato da Ostellari, sarebbe possibile effettuare l’attività di ricerca sui beni del debitore contestualmente al decreto di ingiunzione. A svolgerla sarebbe anche in questo caso l’avvocato e non più l’ufficiale giudiziario.

Ovviamente, però, non mancano le critiche all’introduzione di questo tipo di procedura. Come il rischio di violare il principio del giusto processo, dal momento che il creditore avrebbe la possibilità di arrivare all’emissione del decreto ingiuntivo senza contraddittorio e senza passare dal giudice.
Per fugare questi dubbi, Ostellari prevede che il difensore che per dolo o colpa non rispetti le verifiche di legge nello stilare il decreto sia passibile di illecito disciplinare, oltre che di responsabilità civile per i danni.
Il provvedimento è stato incardinato e l’iter dovrebbe partire entro la fine dell’anno.
Il senatore leghista assicura che ci saranno audizioni anche per sentire le opinioni delle diverse parti in causa ma sottolinea che questo testo nasce “in un clima di condivisione anche con il M5s”, mentre dall’opposizione “non ci sono stati ancora riscontri”.
Il problema di fondo è che un conto è il caso di un lavoratore non pagato che è creditore e si prende quanto gli spetta dal datore di lavoro in 15 giorni circa, mentre oggi ci vogliono tre mesi. Un conto è il caso di un cittadino meno abbiente, che ha comprato il frigofero nuovo e che si ritrova un decreto ingiuntivo perché non ha pagato una rata.
Va da sé che il parere del giudice serve proprio a discernere, a valutare caso per caso se tutelare il creditore o il debitore.
Mettendo invece tutto in mano all’avvocato, pagato per far avere i soldi al creditore, è chiaro che il debitore, chiunque esso sia, ci rimetterà sempre.
Adolfo Spezzaferro



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6 Commenti

  1. Io sono d’accordo con questa proposta della Lega. Forse ho capito male l’articolo, ma sembra quasi che essere creditore sia una colpa… o che comunque il creditore non debba vedere soddisfatto il proprio credito in tempi ragionevoli.

  2. se il giudice facesse il suo lavoro in tempi ragionevoli… si salverebbe capra e cavoli dunque secondo me il problema sono i giudici…

  3. C’è gente che ha chiuso bottega per crediti non riscossi, addirittura c’è chi rinuncia a far valere le proprie ragioni, diritti perché sa bene che non ne verrebbe a capo, in compenso sa che avrebbe parecchie spese da affrontare. C’è anche chi ci marcia sulla burocrazia e lascia chiodi dappertutto.

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