Roma, 16 lug – Lo scandalo dei presunti fondi russi alla Lega tiene banco e si moltiplicano le richieste di chiarimenti in Parlamento nei confronti del vicepremier Matteo Salvini. Dopo l’invito da parte del Pd a presentarsi in Aula, intervengono anche il presidente della Camera, il “compagno” a 5 Stelle Roberto Fico e il suo capo politico, il vicepremier Luigi Di Maio, che insiste affinché il leader leghista faccia chiarezza. “Chi vuole incontrare le parti sociali può farlo, ma quello che mi noia è che lo si faccia per sviare da una questione più grande, quella di un vice primo ministro che, secondo me, deve andare a riferire in Parlamento sulla questione Russia” ribadisce Di Maio da Bologna, dove è giunto per l’inaugurazione del nuovo Hub Logistico di Sda Express Courier, società del Gruppo Poste Italiane.

“Io sono sicuro che ci andrà – prosegue il vicepremier pentastellato – e così ci darà anche modo come maggioranza di difenderlo. Ma quando un Parlamento chiama è giusto che un premier, un vicepremier, un sottosegretario risponda, soprattutto se si pensa di essere strumentalizzati ben venga un chiarimento in Parlamento. Perché quella è l’occasione per chiarirsi non davanti ai parlamentari ma agli italiani. Io penso che più ci si negherà di come sono andati i fatti e più se ne parlerà, e noi dobbiamo occuparci di altro, non possiamo passare il tempo a parlare di un caso che la Lega considera un fuoco di paglia”.

Fico: “Riportare il dibattito in Aula, nella giusta sede”

Per il presidente della Camera, invece, “riportare il dibattito all’interno del Parlamento è una cosa giusta e positiva. Buona, perché si riporta un dibattito, che interessa al Paese, nella giusta sede. Quella è sempre la strada più giusta e di questo ho già informato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro” ha detto Fico, intervenendo alla sala della Regina di Palazzo Montecitorio dove si sta svolgendo la Cerimonia di consegna del Ventaglio.

Salvini: “In Aula a quello che mi chiedono io rispondo”

Dal canto suo, il diretto interessato, rispondendo alla domanda di un giornalista a Genova che chiedeva se andrà in Parlamento a riferire replica: “Certo che andrò in Parlamento, è il mio lavoro. Ci vado bisettimanalmente e per il question time a quello che mi chiedono io rispondo, rispondo sulle cose più varie ed eventuali, a ogni scibile umano, quello che mi chiedono io rispondo, partendo dal presupposto che mi sembra da 10 giorni qualcuno parli del nulla però ognuno occupa il suo tempo come vuole”, chiosa Salvini.

Quanto a Gianluca Savoini, il presidente dell’associazione Lombardia-Russia indagato per corruzione internazionale, “lo conosco da 25 anni, dai tempi dell’Università Statale di Milano – spiega Salvini – l’ho sempre ritenuto una persona corretta e fino a prova contraria continuerò a ritenerlo persona corretta“. E sui dei presunti legami con la Russia Salvini aggiunge: “Ci sono legami culturali legittimi rivendicati, di cui sono sostenitore che nulla hanno a che fare con questioni economiche”.

Garavaglia: “Difficile dire se il governo andrà avanti”

Il segretario del partito di via Bellerio nega ogni tipo di attrito con il presidente del Consiglio – “Con Conte nessun incidente” – ma dal Carroccio non si nasconde affatto il momento di scontro all’interno del governo: “Il governo andrà avanti? E’ difficile dirlo, Salvini ci mette tanta buona volontà, bisogna capire se questo caos prima o poi finisce o prosegue;
se questa continua situazione di tensione non termina è più difficile andare avanti”, taglia corto il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia. “Penso – è l’opinione di Di Maio – che in questo momento il governo possa saltare solo se non si fanno le cose per gli italiani, io sinceramente sono un po’ stufo dei tentennamenti nella maggioranza sull’acqua pubblica, parlo della Lega, sul salario minimo e su tanti altri temi”.

Procura di Milano: “Nessuna necessità di sentire il vicepremier”

Intanto la Procura di Milano fa sapere che non c’è necessità di sentire il vicepremier sulla vicenda. “Assolutamente no”. E’ la risposta secca che arriva dal procuratore capo di Milano Francesco Greco a chi gli chiede se avranno la necessità di sentire Salvini sui presunti fondi russi. Le “indagini sono complesse, lunghe, laboriose e internazionali” spiega ancora Greco. La traduzione in russo richiede tempo, quindi l’indagine proseguirà con tempistiche non così rapide, spiega il procuratore capo. Dopo l’interrogatorio di ieri di Savoini, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, oggi i pm titolari dell’inchiesta non dovrebbero sentire altre persone coinvolte nell’indagine.

Adolfo Spezzaferro

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