Roma, 16 lug – “Homardgate”, lo scandalo delle aragoste. Così era stato ribattezzato in Francia il polverone che ha travolto il ministro francese della Transizione Ecologica François De Rugy e di conseguenza Emmanuel Macron. Un’altra gatta da pelare per il presidente transalpino, già alle prese con vari scandali e sempre più impopolare. La rivista online Mediapart aveva rivelato che De Rugy, quando era presidente dell’Assemblée Nationale, organizzava, insieme alla moglie giornalista, banchetti sontuosi a carico dei contribuenti organizzati.

Lo stesso sito aveva pubblicato foto di aragoste giganti gentilmente offerte agli ospiti. Un ambiente niente male per un ministro ex socialista dell’Ambiente. De Rugy, dopo la pubblicazione delle foto, aveva tentato una difesa imbarazzante, parlando di “cene di rappresentanza” finalizzate a tessere contatti con la società civile. Servivano, secondo il ministro, a “non rimanere rinchiusi nella bolla politica”. Inutile dire che questa infelice giustificazione ha compromesso ancor di più la sua posizione. Le cene luculliane a loro spese non sono, che strano, piaciute affatto ai cittadini francesi.

“Linciaggio mediatico”

Oggi De Rugy, dopo la ridda di polemiche, ha rassegnato le dimissioni dal governo. Travolto da ostriche, champagne e crostacei, il ministro si è detto però vittima di un vero e proprio “linciaggio mediatico”. Nessun pentimento dunque, anzi. De Rugy ha sporto pure denuncia per diffamazione contro Mediapart: “Gli attacchi e il linciaggio mediatico di cui la mia famiglia è oggetto mi portano oggi a prendere la distanza necessaria, chiunque può capirlo. Lo sforzo necessario per difendermi fa sì che io non sia nelle condizioni di assumere serenamente ed efficacemente la missione che mi è stata affidata dal presidente della Repubblica e dal primo ministro. Questa mattina ho dunque presentato le mie dimissioni al primo ministro”, ha scritto De Rugy in un comunicato diffuso stamani.

Eugenio Palazzini

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