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Roma, 12 mag – Nuovo incontro oggi pomeriggio a Milano tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini per cercare di trovare un’intesa per far nascere il nuovo governo. M5S e Lega trattano su tutto, cercando di trovare la quadra nel minor tempo possibile. Resta l’incognita premier, anche perché a quanto pare il leader dei 5 Stelle vorrebbe lo scranno per lui. A riprova di non aver mai rinunciato al progetto iniziale.
“Stiamo facendo notevoli passi avanti sul programma di governo, stiamo trovando ampie convergenze sui temi che stanno a cuore agli italiani”, ha detto ieri Di Maio annunciando il nuovo vertice di oggi al Pirellone. “Speriamo di chiudere il prima possibile perché se non si chiude si torna al voto“, ha poi aggiunto sottolineando subito dopo: “Domani c’è un altro tavolo” con la Lega “ma non è l’ultimo step. Certo sono d’accordo con Salvini che si deve fare il prima possibile perché il Paese ha già aspettato tanto e anche perché questa è un’occasione importante. Però, se per scrivere bene questo contratto dobbiamo spendere un altro giorno va bene”.
La strada è ancora lunga. I 5 Stelle non hanno ancora un premier terzo nel cassetto – che sia “di alto profilo, non un tecnico e con una chiara impronta politica” – e crescono i dubbi sul nome da individuare per affidargli il mandato a formare il governo. Certo, la garanzia potrebbe essere quella di un ruolo forte di Salvini e Di Maio (il primo andrebbe agli Interni, il secondo agli Esteri) in una specie di “triumvirato“, resta il rischio che alla fine ci si trovi con una figura “difficile da gestire”.
Secondo i pentastellati, “La Lega il nome ce l’ha ma lo tiene coperto per non bruciarlo, oppure sono in alto mare come noi”. Ma la convinzione “è che non sarà questo il motivo di rottura”.
Nel frattempo il nome di Giampiero Massolo sembrerebbe essere stato scartato, perché non gradito dai vertici grillini. Secondo fonti parlamentari del centrodestra, pur di sbloccare lo stallo, il M5S avrebbe proposto a Salvini di fare un “passo di lato” accettando di lasciare la premiership a Di Maio: in cambio la Lega otterrebbe un “pacchetto” consistente di posti chiave, come la “vicepresidenza unica” o l’incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con deleghe pesanti (in pole ci sarebbe Giancarlo Giorgetti) e alcuni ministeri determinanti (Economia, Esteri e Interni). Ma la partita dei ministeri è ancora più in alto mare, visto che dipende dalla scelta del premier e dalle poltrone che si prenderanno i due leader.
Sul fronte del centrodestra, intanto, da una parte c’è Silvio Berlusconi che, con una nota di Forza Italia, smentisce di aver detto che se Salvini e Di Maio fanno il governo c’è il rischio della patrimoniale. “Speriamo che questi due qui non vadano avanti perché mettono la patrimoniale”, avrebbe detto il Cav durante la sua visita ad Amart, mostra mercato dell’antiquariato al Museo della Permanente a Milano. Parole che vengono seccamente smentite. “Leggiamo di un presunto commento negativo del presidente Berlusconi in merito al governo Lega-M5S e del rischio di una patrimoniale. La frase – precisa una nota di Forza Italia – non è stata pronunciata nel corso della visita privata alla mostra e non corrisponde al pensiero del presidente di Fi”. Il leader di Forza Italia lo ha ribadito: Salvini non ha tradito l’alleanza del centrodestra nel tentativo di formare un governo con il Movimento 5 Stelle.
Dall’altra parte c’è il caso Meloni. “Non ho niente da dire”, ha tagliato corto la leader di Fratelli d’Italia scura in volto dopo aver visto a Montecitorio Di Maio nel tardo pomeriggio di ieri. Qualche ora più tardi è il capo politico dei 5 Stelle a confermare che il faccia a faccia è andato male: “È stato un incontro di cortesia: ho spiegato alla Meloni perché Fdi non può stare nel contratto di governo tra M5S e Lega“. A fine serata a farsi sentire via Facebook è la Meloni: ”Ho ricevuto oggi, su sua richiesta Luigi Di Maio. Nel corso dell’incontro ha chiesto il sostegno di Fdi ad una premiership s,ua o di un altro esponente del M5S in cambio di un via libera a un nostro ingresso nel governo. Ho ribadito al leader pentastellato che Fdi – che non ha mai avanzato alcuna richiesta di ingresso nel nuovo esecutivo – non potrebbe mai far parte di un governo a guida grillina e che anzi abbiamo vincolato ogni nostra decisione proprio a una premiership rispettosa degli italiani che ci hanno votato”.
Insomma, Salvini e Di Maio si stanno spaccando la testa per trovare un accordo, e se da un lato è vero che Mattarella non vuole Salvini premier (è più “europeista” il leader 5 Stelle), dall’altro in cambio della presidenza del Consiglio al capo pentastellato la Lega potrebbe ottenere poltrone talmente di peso da pareggiare il conto con il M5S (sebbene abbia preso meno voti). Staremo a vedere.
Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. I discorsi stanno a Zero, il premier terzo è Giorgia Meloni Cazzo!
    Otterranno molteplici risultati: un dito nell’occhio per la mummia del Colle, un dito medio ai poteri forti alle sinistre ed agli immigrazionisti stile msf stc ONG cattocomuniste e marciume vario. Inoltre ad ogni summit UE NATO etc sarebbe uno spasso vedere la Merkulona ed il toy boy Micron davanti a Giorgia parlare di quanto è bella la UE ed essere mandati affanculo dal Primo Ministro Donna e di destra della storia Repubblicana!

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