Roma, 10 gen – I no-vax tra le fila dei 5 Stelle sono in rivolta contro il fondatore del Movimento Beppe Grillo “reo” di aver firmato il Patto per la scienza, l’appello in cinque punti proposto dal virologo pro-vaccini Roberto Burioni su Medicalfacts.

Commenti rabbiosi, zeppi di insulti pesanti, hanno invaso la pagina Facebook del comico genovese. “Questo è puro tradimento, mai più il mio voto dopo questo voltafaccia… Non ci sto, sono molto delusa e rammaricata di essermi di nuovo sbagliata a dare il mio voto ma sono arrivata alla conclusione che per i poteri forti non ci sia nulla da fare se non una grande rivoluzione delle coscienze e non far più vaccinare i nostri figli opporsi sempre fin quando non si fa chiarezza”, scrive una no-vax.

Grazie per esserti rivelato, questa è la fine politica tua e dei 5 Stelle“, si legge in un altro commento.

C’è anchi chi attacca il ministro della Salute, Giulia Grillo: “Eccolo spiegato il silenzio del ministro della salute di big pharma … stava per ufficializzarsi il passaggio alla scienzah. Penosi azzeccagarbugli dei cinquestalle! Mi fate schifo!“.

In tutta risposta, Grillo sul suo blog scrive: “Ho ricevuto il presente appello dal Professor Guido Silvestri. Non conosco il Professor Roberto Burioni“.

Esulta, invece, l’ex premier Matteo Renzi (anche lui firmatario) che su Facebook si dice “felice, da italiano”, “se Grillo, i Cinque Stelle, la maggioranza abbandonano le posizioni antiscientifiche”. Poi l’ex segretario Pd aggiunge: “Grazie dunque al professor Burioni per il suo servizio continuo alla causa della scienza e della dignità del nostro Paese. E grazie a tutti i ricercatori, i medici, gli scienziati. Il futuro appartiene a voi, non ai venditori di fumo”.

L’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin incalza il vicepremier Luigi Di Maio: “Il ravvedimento di Grillo non può che essere una buona notizia per il Paese è per il mondo della scienza italiana. A quando la svolta del governo?“.

Nel dettaglio, le forze politiche che sottoscrivono i cinque punti del manifesto dall’immunologo Burioni si impegnano, come primo punto, a “sostenere la scienza come valore universale di progresso dell’umanità, che non ha alcun colore politico, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili”.

Il secondo punto riguarda “forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’Aids, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche”. Forme che la politica non deve avallare né a maggior ragione fomentare.

Il terzo punto riguarda le leggi, che devono “fermare l’operato di quegli pseudoscienziati, che, con affermazioni non-dimostrate e allarmiste, creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica”.

Mentre il quarto punto chiede “programmi capillari d’informazione” che prendano il via “a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, e ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità”.

Infine, il manifesto chiede “adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base”.

Ludovica Colli

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