New York, 10 gen – Black Mirror è la rivoluzionaria serie sui nostri “futuri distopici” ideata da Charlie Brooker in esclusiva per Netflix. Il serial ha fatto della capacità di “prevedere” l’avvenire tecnologico la sua punta di diamante. L’episodio Bandersnatch, disponibile sulla piattaforma di streaming dal 28 dicembre è il primo esempio di puntata “interattiva”: gli spettatori, selezionando due voci che appaiono sullo schermo, agiscono per il personaggio protagonista, decidendo non solo il cibo che mangerà ma anche cosa fare della sua carriera o della sua salute. Man mano che la trama progredisce Netflix raccoglie i dati relativi alle scelte:  il gioco viene così personalizzato a seconda dell’utente che vi partecipa.

Questa raccolta dati nasconderebbe in realtà un pericolo: secondo la giornalista Alice Thwaite l’elemento interattivo della serie “è potenzialmente progenitore di una nuova forma di sorveglianza, una che invade la nostra privacy mentre indossa il mantello dell’intrattenimento”.

La piattaforma di streaming americana ha già attivo un algoritmo che utilizza i nostri dati a fini “commerciali” che banalmente ci “suggerisce” le serie ed i film da guardare in base ai nostri gusti. Questo tipo di meccanismo è utilizzato anche da Facebook, Youtube e Spotify. Le informazioni raccolte attraverso Bandersnatch (ad esempio, l‘inclinazione alle scelte violente) vengono dalla piattaforma salvate in cloud. Sempre secondo la Thwaite “Dalla lettura dell’informativa sulla privacy di Netflix e della policy sul suo algoritmo non è chiaro se i dati delle scelte degli spettatori di Bandersnatch saranno utilizzati al di fuori della visione dell’episodio”. Insomma, il futuro apocalittico dei film è sempre più vicino.

Ilaria Paoletti

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