Roma, 13 nov – Il governo giallofucsia è spaccato sull’ex Ilva, su cui per altro si registra la spaccatura nella spaccatura, ossia quella nel Movimento 5 Stelle. Eppure Luigi Di Maio è ottusamente convinto che la situazione sia sotto controllo. “Non credo che si arrivi al voto sullo scudo, lo Stato impugnerà l’atto con cui se ne stanno andando“, dice il capo politico del M5S ai microfoni di Radio24. “Abbiamo avviato un contenzioso nel quale non entrerà lo scudo penale – sottolinea ancora il ministro degli Esteri, quasi a tranquillizzare i suoi, da sempre contrari allo scudo -. Non possiamo dire a ArcelorMittal che i guai che ha combinato li risolviamo noi”. “Se ho cercato di piazzare Ilva ai cinesi? No, credo che ci sia ancora ArcelorMittal come interlocutore“, precisa quindi Di Maio, che aggiunge: “Se hanno difficoltà sul numero di tonnellate di acciaio da produrre ci si siede a un tavolo e si ragiona“.

Di Maio: “Questo governo regge fino a quando farà le cose per gli italiani”

Il ministro pentastellato passa poi a parlare della tenuta del governo, del premier Giuseppe Conte e della prossima tornata elettorale: “Secondo me – spiega – questo governo regge fino a quando farà le cose per gli italiani, si sta rodando. D’Incà mi dice che i gruppi lavorano bene insieme finalmente“. Una narrazione, quella di Di Maio, che appare un poco scollata dalla realtà dei fatti, in cui i giallofucsia litigano praticamente su tutto. Ma il capo politico M5S osa di più e incensa il presidente del Consiglio: “Continuo a pensare che Conte sia uno dei migliori premier avuti, è chiaro che a volte il M5S si confronta con le altre forze del governo, ma non contro Conte”.

La mission impossible di Conte: mettere d’accordo i giallofucsia

Proprio il premier è alle prese con una gatta da pelare: far convergere i giallofucsia verso una posizione unitaria su ArcelorMittal. Ma come abbiamo detto, se Pd, LeU e Italia Viva sono d’accordo con lui, i 5 Stelle sono divisi. Da una parte c’è chi, come il deputato tarantino Nunzio Angiola, insiste per ripristinare l’immunità. Dall’altra, invece, l’ex ministro del Sud Barbara Lezzi e tutti coloro che promettono che non voteranno mai lo scudo, a costo di far chiudere gli stabilimenti ex Ilva di Taranto, Genova e Novi Ligure. La posizione ufficiale del M5S è quella di Di Maio: “Piacerebbe a tanti imprenditori avere una norma come questa, ma se provochi un disastro ambientale devi pagare. Sarebbe un problema enorme per la maggioranza, se Pd o Iv presentassero emendamenti a favore dello scudo. Se cominciamo con gli sgambetti, Italia Viva è quella che ha più da perdere“. A complicare le cose poi ci si mettono anche i pentastellati pugliesi: “Niente scudo penale, né ora né mai“, ha ribadito la stragrande maggioranza della quarantina di parlamentari pugliesi presenti alla riunione.

E Salvini gira il coltello nella piaga: “Votato anche noi l’emendamento”

La maggioranza offre così il fianco all’opposizione, con il leader della Lega che gira il coltello nella piaga: “Lo abbiamo presentato anche noi questo emendamento” sulla reintroduzione dello scudo penale (voluta da Italia Viva di Matteo Renzi), “se c’è qualcosa che fa bene agli italiani la Lega la vota”, sottolinea Matteo Salvini a Mattino cinque su Canale 5. Sul fronte dell’ex Ilva,, dunque, i due Mattei convergono, con il risultato di accerchiare Di Maio. E alla domanda se il governo possa cadere proprio sull’ex Ilva, il leader del Carroccio risponde: “Non lo so, a me interessa che non cadano gli operai. Se cade il governo alla maggioranza degli italiani farebbe piacere. Il problema è che al governo stanno giocando con la vita di 20 mila operai“. In conclusione, per Salvini al governo “hanno ancora alcune ore per tornare indietro” sullo scudo penale “e chiedere scusa”.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Se ArcelorMittal decide di andare via, mi dice Di Maio come fà a fermarli ?
    Con l’impugnazione giurisdizionale si puliscono i baffi.

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