Venezia, 13 nov – Non è ancora finita. Dopo la marea record di ieri, Venezia ne attende un’altra, per oggi alle 10.20. Intanto si registrano due vittime in Laguna, mentre il maltempo imperversa nella regione. Ieri c’è stata una marea straordinaria che ha inondato calli, piazze, locali, arrivando a danneggiare la Basilica di San Marco. Stiamo parlando di 187 centimetri d’acqua che hanno invaso la città lagunare alle 22.50 di ieri sera, spiega il Centro Maree, quando l’acqua ha fortunatamente iniziato a defluire “con decisione”. Un record negativo, con il dato più alto mai registrato dal 1966, quando arrivò a 190 cm. Una nuova marea è prevista intorno alle 10.20 con un massimo di 145 centimetri, flusso che anche nei prossimi giorni si manterrà su valori eccezionali, spiega ancora il Centro Maree. Lo stesso Centro Maree è stato vittima della mareggiata, che ha danneggiato le linee telefoniche, e per questo è contattabile solo tramite social network. Venezia potrebbe restare per giorni “ostaggio” delle alte maree eccezionali previste fino a venerdì.

Due vittime a Pellestrina, in Laguna

Sono due le persone morte ieri sera a Pellestrina mentre infuriava la mareggiata che ha devastato Venezia. Un anziano di 78 anni, rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella sua casa allagata e un secondo abitante dell’isola, trovato deceduto anche lui in casa, probabilmente per cause naturali. Diverse persone sono state soccorse dalla Guardia Costiera a Venezia durante l’acqua alta. Le numerose telefonate sono iniziate mentre il livello dell’acqua saliva paurosamente e i venti soffiavano fino a 100 km/h. Il porto è stato tempestivamente chiuso alle 22:30 e dopo aver verificato le condizioni di sicurezza degli ormeggi portuali e dei principali canali e preso atto del miglioramento delle condizioni meteo all’una è stato riaperto. E’ stato diramato un “avviso di pericolosità”, considerata la possibile presenza di ostacoli semisommersi pericolosi per la sicurezza della navigazione.

Piazza San Marco sommersa

Nel pomeriggio di ieri, arrivata a quota 130 centimetri, l’acqua aveva già invaso gran parte di Piazza San Marco – uno dei punti più bassi della città – e ancora una volta non aveva risparmiato la Basilica di San Marco, “invadendo l’atrio con 70 centimetri d’’acqua”, con “danni ai materiali lapidei, ai mattoni e alle colonne”. Nel momento di picco di marea, sono stati misurati nella Basilica 110 centimetri d’acqua, mentre tutta la cripta è stata sommersa.

Sindaco Brugnaro: “Disastro, chiederò stato calamità”

“Questo è un disastro, questa volta bisognerà contare i danni”, ha detto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. “Stiamo affrontando una marea più che eccezionale – ha aggiunto ieri su Twitter Brugnaro – Siamo tutti mobilitati per gestire l’emergenza”. I danni si conteranno domani, ma la marea di oggi, che riporta agli occhi del mondo il ‘caso’ Venezia, rilancia anche il tema del Mose, il colossale sistema di barriere mobili contro le acque alte che attende ancora di essere ultimato, e lascia Venezia in balia di catastrofi naturali come questa. Tutte le scuole di Venezia e delle isole resteranno chiuse. Il sindaco ha annunciato che chiederà lo stato di calamità naturale per la città. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha attivato l’unità di crisi della Protezione civile. Si temono gravi ripercussioni su tutta la laguna, mentre sono segnalate condizioni di allarme sull’intera costiere veneta e, per la forte pioggia, preoccupano le situazioni dei fiumi, in particolare del Piave. La Regione ha attivato anche i collegamenti con il Dipartimento della Protezione civile nazionale e con il Comando dei Vigili del fuoco. Per oggi è previsto l’arrivo del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, alla sala operativa regionale, a Marghera.

Adolfo Spezzaferro

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