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Roma, 14 gen – “Il 2019 è il primo anno in cui le espulsioni superano gli arrivi. Abbiamo cominciato bene”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo l’incontro con il Commissario Ue per l’Immigrazione Dimitris Avramopoulos.
Salvini ha spiegato che dall’inizio dell’anno ci sono stati 53 sbarchi a fronte di 840 avvenuti nello stesso periodo dell’anno scorso. Le espulsioni sono state invece 73.

Sull’incontro con Avramopoulos sui ricollocamenti, commenta il vicepremier, “sono pienamente soddisfatto delle parole, ora aspettiamo i fatti“.

“Figurarsi, per come siamo ospitali io e Giuseppe, se imponiamo qualcosa a qualcuno. Visto che ha Avramopoulos ha twittato ‘pieno sostegno’, giungete voi alle conclusioni. Se poi anziché 670″ gli immigrati ricollocati “saranno 569, ce ne faremo una ragione”, ha detto Salvini in merito a quando arriveranno in Italia i 15 immigrati della Sea Watch.

In base agli accordi con l’Ue, infatti, l’Italia accoglierà una parte dei clandestini che erano a bordo delle navi Ong rimaste per giorni a largo di Malta. Salvini, inizialmente fermo sulla linea porti chiusi, ha ceduto, a patto che ci fosse un incontro con l’Ue sui ricollocamenti degli immigrati sbarcati quest’estate in Italia e mai redistribuiti.

Dal canto suo, il premier Giuseppe Conte, con toni assolutamente salviniani, ha ribadito: “Un’accoglienza indiscriminata equivale a una mancata integrazione. E’ una finta accoglienza. Terremo la posizione fino a quando i migranti saranno ripartiti tra i 27 paesi europei. Se l’Italia è lasciata sola, questa non è Europa e noi continueremo con la linea di massimo rigore”.

“L’Italia è un paese serio, non siamo ‘Alice nel paese delle meraviglie’, che anche altri mantengano gli impegni”, prosegue Conte nel corso della conferenza stampa. Sugli immigrati, “se si continua a tergiversare senza una via condivisa rischiamo di fare cadere l’edificio europeo“, è convinto il premier.

Nessuna diversità di posizioni – spiega parlando del governo – ho anticipato la lista ad Avramopulous e il numero complessivo era quello“, precisa Conte, riferito alle persone che possono essere prese in Europa.
“Non ho ravvisato diversità di posizione tra Avramopoulos e Juncker, ma il fatto che sia un commissario greco che ha vissuto il problema dell’immigrazione nel suo paese, in un paese lasciato solo, mi ha fatto vedere una certa affinità”.

Adolfo Spezzaferro

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