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Roma, 25 gen – Praga, Parigi, Vienna, sono solo alcune delle mete più gettonate per le gite scolastiche. Almeno così è stato finora. Presto le mete dei viaggi di istruzione non saranno più i musei e le grandi città europee che traboccano di storia, ma i centri di accoglienza per i migranti. Già, perché il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha proposto un modo nuovo di fare la gita scolastica, firmando un protocollo d’intesa che prevede visite nei centri di accoglienza da parte degli studenti.
L’accordo, di durata triennale, è stato firmato con la fondazione Cittalia e il Comitato 3 ottobre. Scambi interculturali tra studenti e migranti rifugiati e richiedenti asilo loro coetanei li ha chiamati la ministra. Nel testo diffuso dal Ministero dell’Istruzione si legge che ciascuno dei protagonisti dell’accordo si impegna “a realizzare iniziative di sensibilizzazione sui processi di accoglienza e di integrazione rivolti a studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado, affinché diventino loro stessi protagonisti e agenti attivi della lotta alla discriminazione”.
Ma non solo gli studenti andranno nei centri di accoglienza, anche gli ospiti di tali centri andranno nelle scuole, perché lo scambio è alla pari e si devono creare la condizioni affinché i richiedenti asilo “possano raccontare le loro storie e far in modo che i ragazzi si rendano conto di cosa vuol dire lasciare la propria terra e cercare una vita migliore in un Paese straniero”. Un modo per cominciare a far conoscere in anticipo quello che riserverà loro il futuro, dal momento che la maggior parte dei giovani italiani decide di emigrare una volta finiti gli studi.
Anna Pedri
 
 
 
 
 

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6 Commenti

  1. Che infame , vergogna , giovani studenti italiani che devono perdere tempo con analfabeti , bestie africane senza patria e onore…….che paese di me**a. A scuola non si dovrebbe studiare e imparare…….???

  2. Ottima iniziativa per una che con tutta probabilità non ha mai visitato un museo, non ha mai visitato una città e non ha la minima idea di che cosa sia la Cultura.

  3. Raffo: cosa vuoi che si studi e si impari a scuola con un tale ministro dell’istruzione, ma l’hai guardata bene…….

  4. …..il mostro di Loch Ness, ignorante quanto un verme, intende preparare gli studenti ad un loro tuturo da migranti…”ma gli che imparino come si fa…”

  5. L’auspicio è che la stragrande maggioranza dei genitori vieti ai propri figli (ancora meglio alle figlie) di prendere parte a queste “gite”. Se lo dovessero fare, se ne freghino del solito appellativo di “razzista” che i sinistroidi immigrazionisti sono soliti dare a chiunque sì opponga a schifezze simili. Proteggere i propri figli non è razzismo.

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