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Milano, 25 gen – Sono saliti a tre i morti nel deragliamento del treno pendolari di Trenord che da Cremona era diretto a Milano. A morire tre donne. Cinque dei tanti feriti, inoltre, sono in gravi condizioni. Erano i passeggeri rimasti intrappolati tra le lamiere, per i quali è stato necessario un lungo intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno lavorato per oltre tre ore.
Drammatiche le testimonianze sei sopravvissuti. C’è chi ha riferito di aver sentito forti rumori, poi fumo e sassi che entravano nella carrozza. I passeggeri che cadevano l’uno sull’altro, i più fortunati che sono riusciti a uscire dai finestrini rotti. La gente che si lamentava, che chiedeva aiuto, piangeva.
Mentre passano le ore comincia a emergere il motivo del deragliamento. Secondo un funzionario della RFI, il binario su cui il treno viaggiava avrebbe ceduto e le carrozze centrali si sarebbero messe di traverso. Nonostante in quel tratto la velocità massima consentita fosse ben più alta, il treno viaggiava a circa cento chilometri orari e avrebbe percorso circa un paio di chilometri fuori dal binario.
Un cedimento strutturale, dunque, che avrebbe fatto uscire le carrozze dai binari e non un malfunzionamento degli scambi. Il Questore di Milano, però, non si sbilancia e afferma che è ancora presto per dare certezze sulle reali cause dell’incidente. Un’inchiesta per disastro ferroviario colposo è stata aperta dalla Procura della Repubblica. E parallelamente è montata la polemica in merito al modo in Trenord ha annunciato il deragliamento, che su Twitter ha parlato di inconveniente tecnico, evitando di fornire le reali proporzioni del’incidente.
Poco più di sei mesi fa, sempre nel tratto di ferrovia di Pioltello, si era verificato un altro incidente, un parziale deragliamento, anche se in quell’occasione il disastro venne evitato e tra gli oltre 200 passeggeri non vi furono feriti.
Anna Pedri



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