Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 3 lug – A forza di non fare più figli, l’Italia si aggiudica un altro, preoccupante primato negativo. Registra infatti il più grave calo demografico in 90 anni. Al 31 dicembre 2018, infatti, la popolazione residente in Italia è inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all’anno precedente. Si tratta del quarto anno consecutivo di diminuzione: dal 2015 sono oltre 400 mila i residenti in meno, un ammontare superiore agli abitanti del settimo comune più popoloso d’Italia. Lo rileva l’Istat, che specifica che senza i nuovi cittadini – ossia gli immigrati – il calo sarebbe molto più ampio.

La perdita di italiani è pari alla scomparsa di una città grande come Palermo

Sempre nel 2018, secondo gli ultimi dati Istat – si registrano un livello minimo di nascite, meno decessi e meno iscrizioni dall’estero rispetto all’anno precedente. Il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro Paese è in lieve flessione (-0,8%), mentre purtroppo è in aumento l’emigrazione di cittadini italiani (+1,9%). In generale, dal 2015 la popolazione residente è in diminuzione, configurando per la prima volta negli ultimi 90 anni una fase di declino demografico. Al 31 dicembre 2018, la popolazione ammonta a 60.359.546 residenti, oltre 124 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,2%) e oltre 400 mila in meno rispetto a quattro anni prima. Il calo è interamente attribuibile alla popolazione italiana, che scende al 31 dicembre a 55 milioni 104 mila unità, 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (-0,4%). Rispetto alla stessa data del 2014 la perdita di cittadini italiani (residenti in Italia) è pari alla scomparsa di una citta’ grande come Palermo (-677 mila).

Senza immigrati il calo sarebbe di un milione e 300 mila cittadini

Ma attenzione, in verità nel computo vengono sommati anche i nuovi cittadini per acquisizione della cittadinanza, che negli ultimi quattro anni sono stati oltre 638 mila. Senza questo apporto, il calo degli italiani sarebbe stato intorno a un milione e 300 mila unità. Nel quadriennio, il contemporaneo aumento di oltre 241 mila unità di cittadini stranieri ha permesso di contenere la perdita complessiva di residenti. I cittadini stranieri iscritti in anagrafe sono 5.255.503, aumentati, rispetto al 2017, di 111 mila (+2,2%) arrivando a costituire l’8,7% del totale della popolazione residente.

Culle sempre più vuote

Record negativo per le nascite: il livello più basso dall’Unità d’Italia. Il calo è in atto dal 2008. La diminuzione nel 2018 è di 18mila unità, -4% rispetto al 2017. Già a partire dal 2015 il numero di nascite è sceso sotto il mezzo milione e nel 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita solamente 439.747 bambini. Anche in questo caso, almeno fino a qualche anno fa, a fare la differenza sono stati gli immigrati. L’incremento delle nascite, registrato fino al 2008, si deve principalmente alle donne straniere. Ma negli ultimi anni ha iniziato progressivamente a ridursi anche il numero di stranieri nati in Italia, pari a 65.444 nel 2018 (il 14,9% del totale dei nati). Tra le cause del calo, la diminuzione dei flussi femminili in entrata nel nostro Paese, il progressivo invecchiamento della popolazione straniera, nonché l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di molte donne straniere.

Ludovica Colli

2 Commenti

Commenta