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Roma, 1 feb – L’Italia torna finalmente quasi tutta in zona gialla e questa cosa proprio non va giù al governo, tanto che la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa invoca il “pugno duro contro gli assembramenti”. Dopo che ieri il ministro della Salute Speranza e il coordinatore del Cts Miozzo si sono stracciati le vesti perché il coronavirus è in agguato, il pericolo non è scampato e la curva dei contagi rischia di schizzare in alto, ora arriva la condanna contro gli assembramenti. Condanna condivisa e amplificata dai giornali mainstream, più filogovernativi che mai. A leggere i titoli di oggi in effetti sembra che ieri milioni di cittadini si siano assiepati nelle piazze e nelle strade, senza neanche aspettare che la fascia di rischio passasse da arancione a gialla.



Zampa: “Assembramenti una sconfitta, serve il pugno duro”

Ecco quindi la Zampa che chiede un giro di vite sui controlli perché gli italiani hanno osato mettere il naso fuori casa. “Gli assembramenti sono una sconfitta, adesso serve il pugno duro“, lamenta la sottosegretaria dem. “Tanti non hanno ancora capito, soprattutto i più giovani, e questa è una grande sconfitta collettiva della nostra società. Sindaci e amministratori locali devono esercitare un fortissimo controllo del territorio, anche istituendo tavoli specifici presso le prefetture. Non deve passare il messaggio che si possano violare i divieti senza conseguenze“, fa presente. “D’altra parte, se ci atteniamo ai criteri scelti, non possiamo prolungare le chiusure, dobbiamo tenere conto anche delle conseguenze sociali ed economiche”, ammette la Zampa in una intervista alla Stampa.

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La sottosegretaria dem alla Salute non si fida degli italiani in zona gialla

A sentire la sottosegretaria alla Salute, è un vero peccato che l’Italia stia pian piano uscendo dal lockdown a singhiozzo imposto con la divisione in fasce di rischio. “Sappiamo che le restrizioni della zona rossa e arancione sono molto efficaci, ma non si può dire lo stesso della zona gialla“, lamenta. “Le polemiche sul cambio di colore di lunedì? Dispiace per chi ha dovuto annullare le prenotazioni o aveva già fatto la spesa – prosegue – ma è una protesta che non ha senso: bastava verificare la scadenza dell’ordinanza precedente, che era ieri. Quindi è ovvio che la nuova parta da oggi. Magari cittadini ed esercenti non sono tenuti a leggere nel dettaglio i provvedimenti, gli amministratori delle regioni sì“, conclude la Zampa.

Arcuri minaccia: “Se cominciamo con gli assembramenti si torna subito a misure più dure”

Anche il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, intervistato ieri a Che tempo che fa da Fabio Fazio, ha lanciato l’ennesimo allarme. “Se noi automaticamente ricominciamo a far finta di niente e assistiamo alle scene di folla perderemo di nuovo il controllo dell’epidemia. Il virus non è stato sconfitto ma circola ancora”. In ogni caso c’è poco da stare sereni, avverte. “Il sistema dei 21 indicatori ci dice che siamo gialli ma se cominciamo con gli assembramenti resteremo gialli per una o due settimane e poi torneremo a misure più dure”, fa presente.

Insomma, dopo aver abbassato la soglia di rischio per passare più facilmente in zona arancione e rossa, ciononostante ora – dati alla mano – l’Italia è quasi tutta in zona gialla. Segno che la curva dei contagi è in calo. Ma il governo non sa far altro che terrorizzare e colpevolizzare i cittadini, “rei” di godere delle minori restrizioni previste dal cambio di colore.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. la Zampa…ossia la piddina che in base alla sua sventurata legge qualsiasi minorenne “non accompagnato” ha DIRITTO di essere mantenuto dalla collettività fino alla maggiore età,percorso scolastico compreso,con costi ELEVATISSIMI a carico degli Italiani.

    tenendo presente che molti di questi “minori” non lo sono affatto ma si dichiarano solo tali e spesso sono invece accompagnatissimi,come nel caso acclarato di quelli albanesi…

    con questi sì che si avrebbe dovuto usare il “pugno di ferro” visto il palese quanto costante abuso di questa legge.

    ma l’importante sono i mitici “azzembramendi” al grido di battaglia di:

    “andrà tutto beneeeee”

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