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Venezia, 1 feb – Ennesimo capitolo della saga – tutta in negativo – dei banchi a rotelle tanto voluti dal ministro Azzolina per facilitare, a sua detta e a detta degli «espertoni», il distanziamento sociale durante le lezioni.



Disastro banchi a rotelle

Costati in tutto 119 milioni di euro, i banchi a rotelle sono diventati ben presto il simbolo dello sperpero di fondi pubblici in un momento drammatico per l’economia del Paese. Il commissario Arcuri ne ha comprati 430mila per un costo unitario di circa 280 euro, diversamente dai banchi tradizionali che ne costano un terzo, circa 100 euro. Decantati come strumenti essenziali per prevenire il contagio, sono finiti al centro di un’indagine della Corte dei conti e della Guardia di finanza. Nel frattempo, gli studenti continuano ad ammassarsi come bestiame sui mezzi pubblici insufficienti.

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E che dire della bocciatura di Guido Bertolaso, che il 12 ottobre scorso li definì «un’enorme sciocchezza e pericolosissimi nei territori altamente sismici» dal momento che «Proteggersi sotto i banchi può salvare la vita in caso di terremoto»? Un flop totale, sotto ogni punto di vista.

Il Veneto li mette in soffitta

L’ennesima stoccata ai banchi a rotelle arriva dal Veneto, dove l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan ha annunciato il definitivo accantonamento dei dispositivi. Lo ha fatto all’indomani di una riunione con le sigle sindacali, l’assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti, la direttrice dell’ Ufficio Scolastico regionale Carmela Palumbo e la Prefettura di Venezia.

I banchi a rotelle dannosi alla salute

«Abbiamo tutti convenuto che in questo momento delicatissimo di ripartenza, ci sia bisogno di serenità, soprattutto per le famiglie interessate, di informazioni univoche e certe, evitando continue altalene e cambi repentini di rotta, in particolare a livello centrale — ha detto Donazzan —. Le parole devono essere concrete e utili come lo devono essere i fatti. Bocciamo pertanto interventi assurdi e poco salutari come lo sono stati i banchi con le rotelle che, come è emerso nella riunione, sono stati ritirati dai plessi scolastici in cui erano stati introdotti perché erano causa di mal di schiena».

Non solo inutili e dispendiosi, ma anche dannosi per la struttura scheletrica degli studenti e quindi «impropriamente riutilizzati». La questione è stata sollevata da Daniela Avanzi, segretario dello Snals. Avanzi ha spiegato come – in particolar modo nelle scuole medie – i banchi a rotelle avrebbero provocato «problemi posturali» ai ragazzi. Le sedute dei banchi sarebbero infatti progettate per gli adulti e le schiene dei pre-adolescenti non vi si adattano se non al costo di danni alla postura.

Ma l’Azzolina è “di coccio”

Ma il ministro Azzolina non arretra di un centimetro. Secondo l’inquilina del Miur i banchi in questione «Riducono i focolai e trovo stucchevoli le polemiche, si tratta di strumenti che fanno parte di scuole innovative e permettono un approccio alla didattica diverso». E’ chiaro che li difende: non è lei a dovervi rimanere seduta per 7-8 ore al giorno…

Cristina Gauri 

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2 Commenti

  1. Questi mobili banchetti (sic) sono altamente significativi del livello di professionalità dei ns. rappresentanti del … nulla! La Azzolina qualche problema serio deve averlo (specie in ergonomia applicata), ma forse non ancora alla schiena… Tempo al tempo!

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