Roma, 19 set – Lo abbiamo detto ieri, riprendendo l’indiscrezione lanciata da Repubblica: ci sarebbe un’intesa tra governo e Vaticano per lo ius soli. La Santa Sede starebbe facendo pressioni sui centristi affinché cedano dalla loro opposizione alla legge e si allineino al Pd, dando a quest’ultimo i numeri che cerca al Senato. Non si tratta di un generico appello all’accoglienza e alla carità, che del resto può essere declinata in molti modi (“salvare delle persone” non vuole affatto dire “fare di quelle persone dei cittadini di uno Stato”). Non si tratta, quindi, di un discorso rivolto alle coscienze, alle anime, ai fedeli. Si tratta di una manovra politica a tutti gli effetti, che non ci risulta sia stata smentita dal Vaticano e che quindi dobbiamo prendere come reale ed effettivamente in corso. Si tratta di un’ingerenza gravissima, nei modi e nel merito, che configura una vera e propria trama clericale per condizionare la politica di una nazione teoricamente sovrana.

Pochi argomenti dovrebbero essere di esclusiva pertinenza della politica quanto quello che stabilisce chi è cittadino e chi no. Si tratta del cuore della politica, dell’anima dello Stato. Ed è anche un argomento di nessun interesse per un’istituzione religiosa che intenda limitarsi alla sfera che le è propria: cosa hanno da dire le Sacre Scritture sugli ordinamenti della Repubblica italiana? Non ci risulta che nel Vangelo siano contenute prescrizioni di tipo costituzionale sugli ordinamenti laici. Che la Chiesa si preoccupi che sulla questione immigrazione non venga tralasciata l’umanità da parte di nessuno è perfettamente comprensibile, che dica la sua sulle leggi dello Stato italiano è inaccettabile, che intervenga fattivamente per alterarne l’iter parlamentare è semplicemente vergognoso. Il tutto nel silenzio assordante di tutti quegli intellettuali laicisti pronti a scagliarsi contro il Vaticano al minimo accenno ecclesiastico alle unioni gay o all’eutanasia. Tutti i mangiapreti pronti a sfidare i vescovi a ogni minima intromissione, ora sembrano aver riscoperto la fede, prendendo questo tentativo di destabilizzare lo Stato italiano come una raffinata manovra diplomatica ispirata dallo Spirito Santo.

E allora, dato che siamo alla vigila del 20 settembre, sarà forse il momento di riscoprire proprio lo spirito di Porta Pia. Quella breccia, ricordiamolo bene, non fu un assalto a una fede, ma alle pretese temporali dei suoi rappresentanti in terra. Allo stesso modo, non si tratta oggi di fare dell’anticlericalismo fine a se stesso, a prescindere dalle visioni religiose di ciascuno, ma di stabilire una volta per tutte i limiti invalicabili dello Stato italiano, siano essi fisici o simbolici. Ci sono ingerenze che non possiamo più accettare. E su questo, lo sappiamo bene, molti cattolici saranno perfettamente d’accordo con noi.

Adriano Scianca

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  1. bravissimo Scianca; peraltro credo che vedere “centri sociali okkupati” fare da scendiletto morale a un Don “bagnino” qualsiasi o le tardofemministe entusiasmarsi per i burkini,sia la pietra tombale di una sinistra che ha miseramente fallito su tutti i fronti,compreso quello della coerenza.

  2. I cattocomunisti italiani sono i nuovi nazisti_fascisti del 21° secolo. il presunto papa abusivo crede di vivere nello stato pontificio. Se vinciamo le prossime elezioni rompere i rapporti diplomatici con il vaticano e trasferire lo stato pontificio in venezuela dal suo amico comunista maduro ed i migr. in argentina,ciao

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