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Roma, 24 mar – Un requiem prematuro, o forse semplicemente un’agonia annunciata di una coalizione mai così incapace di rappresentare un fronte comune. La parabola discendente di Berlusconi e lo scatto elettorale di Salvini hanno prodotto una frattura forse insanabile nel centrodestra, che stamani rischia di mettere la parola fine alle velleità governative strombazzate negli ultimi mesi. Voti presi in buona parte agitando il solito spauracchio di un successo altrui, tentando di celare agli occhi dei cittadini italiani gli esiti già scritti di una legge elettorale che annunciava unicamente la non vittoria generale.
Dopo la scontata fumata nera di ieri per la presidenza delle Camere e lo scontro sui nomi tra i leader dei due principali partiti della coalizione, è in corso adesso un vertice a Palazzo Grazioli che potrebbe portare anche a far convergere Lega e Fi sulla scelta di un nome più o meno gradito, o semplicemente non inviso, a tutti. Ma è ormai evidente che lo strappo consumatosi ieri e i continui dissidi interni stanno portando alla precoce rottura dell’alleanza.
Non si vedono molte vie d’uscita per un prosieguo dignitoso e credibile, a prescindere dal limitato patto di non belligeranza che potrebbe verificarsi per le Camere. Si tratterebbe, con tutta probabilità, soltanto di uno strappo rimandato, una toppa apposta all’uopo con diverse mani allungate e pronte a rimuoverla alla prima occasione. Perché è ormai lapalissiano che Salvini ha intenzione di tentarlo l’accordo con i Cinque Stelle. E questo significherebbe smollare Berlusconi e convincere la Meloni al ruolo di stampella di governo, con magari qualche contentino non trascurabile.
Dall’altra è altrettanto palese che l‘ex Cavaliere non intende uscire di scena in sordina ed è disposto a giocarsi tutto, nella forse ultima sua galoppata nella lizza che conta. Non si intravedono deus ex machina, eppure sempre dietro l’angolo in questi casi. Comunque vada una cosa è certa: questo centrodestra è un morto che cammina tenendo in mano una tremolante lanterna di Diogene.
Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Berlusconi ti sei dimostrato il classico polituncolo italiano. Zero interesse per il popolo e solo un grande ed unico interesse personale. Spero che insieme a questo povero paese anche la tua corte vada in banca rotta.

  2. Berlusconi è quello che ha perso le elezioni crollando nel sud e lasciando una prateria al m5s; la lega al sud piu’ di tanto non ha potuto fare mentre al nord ha sbancato il casino’.Berlusconi non ha generato nessun nuovo dirigente da proporre anche al sud perchè è sempre stato un accentratore, difetto tipicamente italiano.E’ il momento che si metta da parte prima di far crollare tutte le speranze dei molti italiani di centrodestra, che non sono scemi e lo puniranno severamente alle prossime elezioni se non fà gruppo

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