Washington, 27 nov – La sonda Insight è arrivata su Marte dopo ben sette mesi di viaggio. L’atterraggio è avvenuto con successo e alle 20.53 di ieri sera è arrivata la prima comunicazione dal lander, che ha dato la conferma di non essersi schiantato al suo arrivo su Marte, come invece era accaduto ai suoi predecessori.

Esultanza nel quartier generale della Nasa per la scrittura dell’ennesimo capitolo storico nell’esplorazione dell’Universo e dello spazio. Un lavoro pianificato in sette lunghi anni, che ha rischiato di andare in fumo in sette interminabili minuti, tanto è durata la discesa sul Pianeta Rosso. Ora alla sonda Insight spetta il compito di esplorare il cuore più profondo di Marte. Ne misurerà la temperatura fino alla profondità di cinque metri e potrà rivelare in questo modo se all’interno di Marte esista una forma di calore: questo potrebbe significare che l’acqua scoperta nel luglio scorso sotto i ghiacci del Polo Sud marziano potrebbe essere più calda di quanto si pensi. Come prima cosa, dopo aver comunicato l’avvenuto atterraggio, il lander ha inviato il primo selfie che è stato postato sul profilo Twitter della Nasa.

insight su marte

Un successo nel quale anche l’Italia è stata presente. E non è la prima volta che accade. Perché se è vero che ad atterrare son successo su Marte sono stati gli americani, è altrettanto vero che a guidare la sonda Insight lungo i 480 milioni di chilometri percorsi è stata una bussola interamente “made in Italy”. Si tratta del sensore stellare Star Tracker pensato, progettato e prodotto da un agguerritissimo team di ingegneri, matematici e fisici di Leonardo negli stabilimenti di Campi Bisenzio, a pochi chilometri da Firenze. Lo Star Tracker è un sensore d’assetto in grado di calcolare dieci volte al secondo l’orientamento della sonda. Uno strumento che lavora con algoritmi molto sofisticati, capaci di integrare le osservazioni del sensore con una mappa memorizzata, composta da circa 3.000 stelle, e guidare così la rotta a Insight.

Ma non è tutto. Perché l’Italia è a bordo della sonda Insight anche mediante Larri, un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il suo compito è fornire la posizione accurata del lander durante l’esplorazione di Marte.

Anna Pedri

 

Commenti

commenti

1 commento

  1. E se fosse tutta una bufala le missioni su marte e le foto dalle passate missioni??A causa della discreta eccentricità della sua orbita, pari a 0,093, la distanza di Marte dalla Terra all’opposizione può oscillare fra circa 100 e circa 56 milioni di chilometri;dato che la circonferenza della terra è 40 mila km, parliamo di una distanza dalle 1400 alle 2500 volte tale distanza.E si è riusciti a far arrivare da una distanza tale una comunicazione, anche usando alcuni satelliti di collegamento? Mah!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here