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Roma, 7 mag – Il ritorno alle urne è sempre più vicino. Lega e 5 Stelle infatti dicono no al governo “neutrale” proposto da Mattarella. Il presidente della Repubblica stasera, al termine del terzo giro di consultazioni, ha posto fine allo stallo politico che si protrae da oltre 60 giorni, dicendo no al voto a giugno, respingendo l’offerta di Salvini – perché un incarico al leader della Lega non sarebbe appoggiato in Aula – e lanciando un ultimatum ai partiti che non sono stati in grado di trovare un accordo. “A questo punto è doveroso dar vita un nuovo governo, perché non si può attendere oltre“. Un esecutivo il più possibile neutrale, quindi, che arrivi fino a dicembre e vari la legge di Stabilità, ha detto.
La risposta di Movimento 5 Stelle e Lega arriva subito. Il capogruppo al Senato pentastellato Danilo Toninelli: “Unica possibilità è tornare al voto”. Sulla stessa linea Matteo Salvini: “O governo di centrodestra o voto in estate. Non c’è tempo da perdere, non esistono governi tecnici alla Monti, contiamo che Berlusconi mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza, poi gli italiani ci daranno la maggioranza assoluta e cambieremo l’Italia da soli”.
Al contrario, il Partito democratico ribadisce di voler appoggiare il piano del Colle. “Condividiamo il richiamo alla responsabilità del presidente Mattarella e ci auguriamo che venga ascoltato da tutte le forze politiche in queste ore. Il Pd non farà mancare il suo sostegno all’iniziativa preannunciata ora dal presidente”, assicura Martina.
Insomma, le parole del capo dello Stato sono un avvertimento anche in vista delle prossime elezioni: i partiti hanno sì la possibilità di scegliere tra sostenere un governo che arrivi fino a dicembre oppure tornare al voto prima possibile, ma nel caso in cui non si varasse la legge di Stabilità, le forze politiche sarebbero responsabili del non aver impedito l’aumento (automatico, grazie a Monti) dell’Iva.
Ma, al netto del “ricatto” del Colle, appare difficile che si riesca a dar vita a un governo neutrale che arrivi a dicembre senza l’appoggio in Aula di Lega e 5 Stelle. Scenari diversi – Forza Italia e Pd insieme a uno sparuto gruppo di “responsabili” che tengono in vita il governo del Presidente – comporterebbero quanto meno una spaccatura nel centrodestra, con relativa morte politica del Cav, “colpevole” agli occhi dell’elettorato di riferimento di aver dato vita a un Nazareno 2.0. Alle elezioni poi Lega e 5 Stelle farebbero il pieno di voti. A chi converrebbe uno scenario simile? Non all’Unione europea, per esempio.
Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. …”governo neutrale”? Altro sinonimo di “governo tecnico” “responsabile in linea con la UE ed i potentati finanziari guidati dal porco Soros.
    No cari si torna a votare!

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