Roma, 11 ago – Enrico Letta attacca Giorgia Meloni, in un clima che – ormai – è quello della competizione a due tra Pd e FdI.

Letta: “Si incipria il naso per rifarsi un’immagine”. Meloni: “Non ho bisogno di trucchi”

Letta contro Meloni come Pd contro FdI. Primi due partiti in testa ai sondaggi e, com’è logico si attaccano. Fa un po’ sorridere la metafora scelta e in generale il battibecco. Ma comunque, fa parte anch’essa dello stato piuttosto pietoso della politica italiana in questa fase storica. Il segretario del Nazareno così attacca il leader FdI, come riportato dall’Ansa: “Meloni sta cercando di cambiare immagine, di incipriarsi, ma mi sembra una posizione molto delicata, se i punti di riferimento sono Orban. Quella intervista è un modo per rifarsi l’immagine ma c’è differenza con il discorso in Spagna per la candidata di Vox, era un’altra storia. Suggerirei che non si faccia un discorso per il pubblico spagnolo e uno in Italia, ognuno di noi ha una faccia sola”.

Così la replica di Giorgia Meloni su Facebook: “La posizione di Fratelli d’Italia in politica estera è coerente ed estremamente chiara. E ha come stella polare la difesa dell’interesse nazionale italiano. E non accettiamo lezioni da chi si erge a paladino dell’atlantismo, ma poi stringe patti con la sinistra radicale nostalgica dell’Urss. Noi non abbiamo bisogno della cipria, mentre voi non riuscireste a coprire le vostre contraddizioni neanche con lo stucco. Il segretario del Pd, Enrico Letta attacca il posizionamento in politica estera di Fratelli d’Italia e dice che ‘Giorgia Meloni sta cercando di incipriarsi’. Caro Letta, al netto della misoginia che questa frase tradisce e dell’idea secondo la quale una donna dovrebbe essere attenta solo a trucchi e borsette, il vostro problema è che non ho bisogno di ‘incipriarmi’ per essere credibile”.

Campagna elettorale nel vivo, ma forse anche nel morto

In fondo, manca un mese e mezzo. Insomma, ci siamo. E le dichiarazioni al veleno dei due primi partiti politici – secondo gli attuali sondaggi – sono lo specchio della loro competizione per il primato. Certo, il livello dei battibecchi è quello che è. Tra cipria, ombretto e phard, non è che le metafore siano chissà quanto contenutistiche. Per non parlare della solita, tristissima accusa di vicinanza a Viktor Orban, che è un cavallo di battaglia un po’ come l’antifascismo, e del resto in teoria sarebbe considerato una specie di fascista, come da tradizione della sinistra in campagna elettorale.

Stelio Fergola

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