Roma, 11 ago – Giorgia Meloni deve sempre scusarsi, ma nel tempo libero anche assicurare che non ci sarà nessun regime autoritario in Italia. O che non ci sarà alcun ritorno del fascismo. Onestamente, l’atteggiamento è diventato abbastanza ridicolo e imbarazzante. Oltre che inutile.

La Meloni non instaurerà un regime autoritario

Ora abbiamo la rassicurazione: Giorgia Meloni non instaurerà un regime autoritario in Italia. Nessuna “svolta autoritaria“, per usare le sue esatte parole. Il leader di FdI lo dice a chiare lettere, e addirittura in tre lingue, in un video diffuso alla stampa estera e pubblicato, tra gli altri, sul Messaggero. Poi le solite frasi: “La destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia da decenni ormai, condannando senza ambiguità la soppressione della democrazia e le vergognose leggi contro gli ebrei”. E ci permetteremmo di aggiungere tre concetti ripetitivi quanto molto più sostanziali:”Blah. Blah. Blah”. Che noia, che inutilità, ma soprattutto, quanta mestizia.

Quale sarebbe lo scopo di questo video? Fratelli d’Italia è un partito che, specialmente negli ultimi mesi, si è allineato a gran parte dell’agenda internazionale occidentale. Ciò nonostante, i suoi vertici si intimidiscono e non solo, sentono addirittura il bisogno di specificarlo all’estero. Per carità, qualche punto logico c’è: e risiede nella difficoltà di poter parlare alle persone comuni, letteralmente sommerse dalle fesserie della sinistra sul classico “pericolo fascismo”. Ci sono le mitragliatrici mediatiche, tutto quello che si vuole. Ma anticiparle addirittura pare veramente troppo.

Chiedere, impaurirsi, non combattere

Precisiamo: qui nessuno chiede a Giorgia Meloni di fare le barricate littorie o di festeggiare il 28 ottobre. E nessuno parimenti se lo aspetta. Detto questo, l’ennesima tendenza a inchinarsi e ad ossequiare i diktat di sistema contro il partito di destra a caso, peraltro lontanissimo da qualsiasi idea che un fascismo moderno potrebbe esprimere, è debilitante. Sintomatico di una paura e di una ossessione costanti. Queste specifiche non interessano a nessuno, almeno tra i “normali”. Ignorare sarebbe saggio, ma pare impossibile, in un vortice in cui il centrodestra italiano si trova nella posizione di subalterno su tutto, anche nella paura che traspare da ogni sua “mossa”. Per dirla alla Paolo Mieli, che al netto del suo decadimento imbarazzante al servizio del più bieco mainstream ha comunque una formazione di un certo livello: “Dovremmo riuscire a non parlare di storia per almeno due mesi”. Strano che lo debbano capire pure in Fratelli d’Italia, e non soltanto nelle sedi del Partito democratico.

Stelio Fergola

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