Roma, 5 feb – Luigi Di Maio lascia il comitato di garanzia del M5s, ora è ufficiale, come riportato anche da Tgcom24.

Di Maio, addio al comitato di garanzia

Le dimissioni di Di Maio dal comitato di garanzia vengono comunicate tramite una lettera inviata al presidente del Movimento Giuseppe Conte e a Beppe Grillo. Il testo, in un passaggio, cita così: “Ho preso questa decisione  perché voglio continuare a dare il mio contributo, portando avanti idee e proposte. Voglio continuare a fare in modo che si generi un dibattito positivo e franco nella nostra comunità. Un confronto che ci permetta davvero di rilanciare il nuovo corso del Movimento 5 Stelle”.

Poi aggiunge: “Se rimaniamo uniti, con le idee di tutti, torneremo a essere determinanti. Tutti avranno notato che in questi giorni il dibattito interno è degenerato, si è iniziato a parlare di scissioni, processi, gogne. Si è provato a colpire e screditare la persona. Mi ha sorpreso, anche perché è proprio il nuovo statuto del Movimento che mette l’accento sul rispetto della persona”.

“Ascoltare tutti”

La lettera prosegue con un invito alla “democrazia” a al dialogo: “Penso che all’interno di una forza politica sia fondamentale dialogare, confrontarsi e ascoltare tutte le voci. Tutte le anime, anche chi la pensa in maniera diversa, devono avere spazio e la possibilità di esprimere le proprie idee. Continuo a pensare che sia fondamentale confrontarsi dentro il Movimento, perché il Movimento è casa nostra, ed è fondamentale ascoltare le tante voci esistenti, e mai reprimerle. Io sarò tra le voci che sono pronte a sostenere il nuovo corso, mantenendo la libertà di alzare la mano e dire cosa non va bene e cosa andrebbe migliorato”.

E infine: “Si vince o si perde tutti insieme. Ho apprezzato molto il tentativo di chi in questi giorni, a partire dai capigruppo e da Beppe Grillo, ha provato a favorire un dialogo sereno e super partes, tra diverse linee di pensiero”.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Delle chiacchere ipocrite di questa nullita’ non ho alcun interesse.Siamo in un panorama di quaquaraquà, nani, ballerine e criminali veri e propri, viste le decine di migliaia di effetti gravi o addirittura mortali negli italiani da questi prodotti genici sperimentali resi obbligatori

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