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Roma, 16 set – Curioso come in 33 anni la Repubblica Italiana non abbia saputo terminare la diga di Gimigliano (solo il 13% dei lavori risulta eseguito), ma abbia approvato repentinamente un disegno di legge – il Ddl Fiano, passato alla Camera col benestare di ben 261 voti – che vorrebbe inasprire le leggi Scelba e Mancino sull’apologia di fascismo. L’idea è quella di colpire con pesanti sanzioni, e addirittura la reclusione, coloro che vendono o esibiscono gadget collegati all’ideologia fascista, ma anche chi fa proseliti online sul ventennio. Oltre a tutto questo scatterebbe, sia per i gruppi che per i singoli, l’immancabile divieto per il così detto “saluto romano”. Fino a due anni di carcere per coloro che alzano il braccio destro di circa 135 gradi rispetto all’asse verticale del corpo con il palmo della mano rivolta verso il basso e le dita unite. E’ all’incirca questa la descrizione tecnica del saluto. Va infatti detto che al momento un copyright e un manuale preciso del saluto non esistono, quindi sarebbe forse interessante capire se sussista reato qualora il braccio alzato sia il sinistro, o nel caso i gradi siano 137 invece che i sopracitati 135.

Ecco, le ambiguità che Fiano dovrebbe prima chiarire non sono certo poche, ma quella che più dovrebbe far discutere è la semplice volontà di etichettare come “illegale” qualcosa di romano, in tal caso il saluto. Non è dopotutto paradossale essere denunciati per aver emulato gli antichi romani?  Dal momento che non si sta combattendo il ripristino della Rupe Tarpea, ma un gesto storico di saluto e giuramento, la preoccupazione sorge spontanea, poiché è bene che si sappia che il saluto in questione è stato praticato diversi secoli prima della nascita di Mussolini e Hitler. Oltretutto il Ddl parla precisamente di “saluto romano” e non di “saluto fascista” o “saluto nazista”, quindi s’è voluta mettere nero su bianco l’illegalità d’una pratica puramente romana.

La nostra gloriosa storia dell’arte racconta tale saluto in diverse opere sparpagliate in tutta Europa. La più celebre è senza dubbio Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, uno dei capolavori più ammirati del Louvre di Parigi. Una tela imponente, tra le più significative del Neoclassicismo, che rievoca il giuramento tratto  dalla narrazione storica di Tito Livio e dalla tragedia Horace di Corneille: durante il regno di Tullio Ostilio, per decidere l’esito della guerra tra Roma e Alba Longa, tre fratelli romani (gli Orazi) si dovettero scontrare con tre fratelli di Alba Longa (i Curiazi). Dei Curiazi non sopravvisse nessuno, mentre dei tre Orazi solo uno riuscì a ritornare sancendo la vittoria di Roma. Il quadro di David presenta tre saluti inequivocabili e già di forma novecentesca, ma non è la sola testimonianza. Non va dimenticata, infatti, la magnifica statua equestre dei Musei Capitolini raffigurante Marco Aurelio. Una copia è esposta in Piazza del Campidoglio, mentre l’effige è addirittura impressa su ogni moneta da cinquanta centesimi. Non si deciderà forse l’onorevole Fiano a denunciare la Banca centrale europea per apologia di fascismo?

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Un saluto romano rappresentato sulla Colonna Traiana: Emanuele Fiano vorrà abbatterla?

Il medesimo gesto lo si ritrova più volte sulla Colonna Traiana, dove le legioni salutano l’Imperatore protendendo il braccio destro. Anche in un rilievo funerario di Efeso del II. secolo d.C. compare l’immagine d’un militare che saluta il comandante col braccio in avanti e il palmo della mano aperto rivolto verso il superiore. Senza parlare di tutte le monete romane coniate con simili immagini e presenti nelle collezioni archeologiche di tutto il mondo.

Una città che rischia grosso è Firenze, rea infatti di ospitare due opere “incriminanti”. La prima è una scultura bronzea tardo etrusca del II. secolo a.C., L’arringatore, conservata al Museo archeologico nazionale e probabilmente destinata alla tomba del medesimo personaggio. Il suo braccio destro e il palmo aperto sono protesi in avanti ritualmente per catturare l’attenzione e accingersi a compiere un’arringa. La seconda opera politicamente scorretta è invece il Giuramento dei Sassoni di Pietro Benvenuti, oggi conservato alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti. Pittore aretino, neoclassico e imperiale, il Benvenuti dipinse, sotto commissione di Napoleone, una scena notturna raffigurante un sorprendente numero di braccia tese che squarciano l’oscurità verso la luce irradiata dal Bonaparte.

In virtù di quanto dimostrato, incontreranno tutte queste opere la censura storica del Pd e di Fiano? La domanda non è affatto retorica visti i recenti sfregi chiamati “depotenziamenti” al Monumento alla Vittoria di Bolzano e al bassorilievo equestre di Benito Mussolini.

Sono secoli che la romanità narra la Pietas di Muzio Scevola, il quale offre in sacrificio la sua mano destra, stendendo il braccio e aprendo la mano, ponendola in un braciere ardente per garantire la sua parola con un gesto sacro. Cicerone riporta il giuramento di Ottaviano a Giulio Cesare fatto elevando e tendendo il braccio destro. Tito Livio racconta invece l’atto di Devotio di Marco Curzio nel Lacus Curtius, la voragine degli Dei Inferi che provocano sventure ai Romani. L’eroe, secondo il mito, si precipita nel lago infernale con tutto il cavallo, alzando la mano destra e protendendo il braccio in aria per salutare gli Dei Celesti e sacralizzare il sacrificio in corso. Un rilievo visibile ai Fori Romani ci mostra ancora oggi l’episodio.

Cosa dire quindi alle nuove generazioni? Che è sbagliato e addirittura contro la legge seguire gli esempi dei Romani? Che la furia iconoclasta di certi politici potrebbe spingersi fino a profanare la Colonna Traiana e gli scritti di Cicerone? Le prospettive non sembrano certo rosee, i distruttori talebani sono più vicini di quanto si possa credere, tuttavia mettersi contro la civiltà più ispiratrice della storia non è certo una passeggiata. Orde di Vandali, Goti, Eruli, Sassoni, Unni ecc. non sono riuscite a cancellare la memoria di Roma. Per quale motivo dovrebbe farcela un manipolo di Fiano ed epigoni?

Alberto Tosi

2 Commenti

  1. assolutamente da allargare il discorso ai FASCI LITTORI,presenti come simbologia sul passaporto Francese (e come stemma fuori dalle loro Ambasciate) nonchè davvero gettonatissimi negli USA…da monete a statue (come quella di Lincoln) a palazzi Istituzionali e via discorrendo…
    Fiano che famo ? cancelliamo ?

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