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Roma, 1 lug – Il ministero dei Trasporti, dati alla mano, giudica opportuna la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, con grande soddisfazione del Movimento 5 Stelle, che considera tale revoca “un dovere morale”, visto che Aspi ha lucrato non reinvestendo gli enormi profitti in manutenzione e potenziamento delle infrastrutture. La commissione del Mit ha redatto una relazione sulla tragedia del Ponte Morandi, arrivando a questa conclusione: il crollo della struttura avrebbe provocato “la mancata restituzione di un bene la cui custodia la concessione aveva affidato ad Autostrade per l’Italia, che era tenuta a restituirlo integro. Ciò configura un grave inadempimento che consente la revoca unilaterale della concessione“.

Il Mit: “Gravi lacune del sistema di manutenzione”

“Il crollo – si legge nell’abstract della relazione – lascia presupporre gravi lacune del sistema di manutenzione che si possono ritenere sussistenti su tutta la rete autostradale (molti ponti hanno stesso livello di rischio di quello di Genova!) e che pertanto giustificano che lo Stato abbia perso fiducia nell’operato di Aspi (da tenere conto che Autostrade per l’Italia ha già iniziato un forte intervento di manutenzione straordinaria dopo il crollo). Secondo la commissione sono inoltre nulle (o comunque non applicabili al caso) alcune clausole della convenzione che prevedono risarcimenti per risoluzione anticipata, anche se comunque Aspi lo chiederà in sede contenziosa e non si può escludere che li ottenga”.

Di Maio: “Avanti come un treno”

Immediato il chiarimento del capo politico del M5S Luigi Di Maio, che da giorni chiede la revoca della concessione e che su Facebook ha smentito l’ipotesi di un eventuale risarcimento per la revoca delle concessione al gruppo Atlantia di proprietà della famiglia Benetton: “All’articolo 9 bis prevede che il diritto a indennizzo/risarcimento del concessionario sussiste ‘nel rispetto del principio dell’affidamento’. Di fronte a gravi inadempienze come il Ponte di Genova, dove persero la vita 43 persone innocenti, è evidente che questo principio viene a mancare“.

Il ministro del Lavoro ha specificato: “Noi ci stiamo muovendo nel rispetto del contratto di concessione e nel solco dei contratti in essere. Perché chi investe in Italia deve sapere che è il benvenuto, che supportiamo il business, lo rispettiamo, ma nel massimo rispetto degli interessi nazionali!“. E ha infine rassicurato: “Andiamo avanti, come un treno! Un abbraccio alle famiglie delle vittime del Ponte Morandi. Lo Stato, questo Stato, è con voi!”.

Il vicepremier contro il “partito dei Benetton”

Ci sono milionari e multinazionali che credono di poter utilizzare le casse dello Stato a proprio piacimento e quando provi a togliergli le rendite, iniziano a ricattare – ha detto poi Di Maio – Si sentono forti perché c’è una buona parte della politica e dei partiti che gli hanno fatto e gli fanno da scendiletto. Guardate il caso del Ponte Morandi: non appena abbiamo comunicato l’intenzione di revocare la concessione ad Autostrade tutti questi poteri sono sobbalzati dalla sedia”.

Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Oggi molti italiani non possono nemmeno girare per il loro paese o andare a trovare i propri genitori magari in altre regioni senza perdere giornate con mezzi alternativi.E questo avviene per il costo proibitivo delle autostrade private in mano ad oligarchie straniere che le controllano tramite finanziarie dato che Benetton è poco piu’ che un proprietario di facciata.E la cosa grave è che l’enorme il costo di costruzione delle autostrade fu supportato dagli italiani con il loro lavoro e loro tasse negli anni 1950-1970

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