Napoli, 20 set “Il Vasto è una polveriera pronta a saltare in aria alla prima scintilla”. È di forte denuncia e palese insofferenza, la lettera che i residenti del quartiere Vasto indirizzano a Conte, Salvini e Di Maio. Zona altamente tensiva, teatro di fatti di cronaca e violenza quotidiana: il Vasto (quartiere partenopeo a ridosso della stazione) è ormai invivibile. I residenti sono spesso costretti a trincerarsi in casa: spaccio a cielo aperto, venditori abusi h24, prostituzione (anche minorile), furti e risse. Gli ospiti del Vasto sono immigrati e richiedenti asilo. Ospiti, certo poco riconoscenti e rispettosi: ma questa, non è una novità. Il problema è pure la concentrazione, nel solo quartiere, di 13 CAS (Centri di accoglienza straordinaria) dei 23 individuati nella città. Ben il 65% degli immigrati sono ospiti di queste 13 strutture: problema di distribuzione, oggettivo e determinante.
Questo, un estratto della lunga e dettagliata lettera: “Siamo cittadini residenti nel quartiere napoletano del Vasto, salito ultimamente agli onori della cronaca per gli episodi di violenza che hanno avuto come protagonisti cittadini extracomunitari. Oggi il Vasto è un luogo dove il confine che corre tra legalità e illegalità si sposta di continuo a favore di quest’ultima, rendendolo un posto in cui la Legge dello Stato soccombe sempre più spesso davanti alla legge di gang straniere. La situazione qui è molto grave, per colpa soprattutto di scelte sbagliate e illogiche fatte dai governi precedenti in fatto di immigrazione e accoglienza. Di fatto, lo Stato ha creato nella zona un vero e proprio ghetto, dove la sproporzionata presenza di richiedenti asilo rende impossibile l’avvio di un reale e spontaneo processo d’integrazione con gli abitanti”.
E riguardo la condotta assunta dagli ospiti del quartiere, i cittadini aggiungono: “Questo massiccio e innaturale insediamento di cittadini stranieri ha inciso negativamente su di un equilibrio faticosamente raggiunto in passato: a differenza di coloro che, giunti anni prima alla ricerca di una vita migliore, si erano fatti apprezzare per la loro volontà di integrarsi ed entrare a far parte di una comunità rispettando regole e persone, i nuovi arrivati si sono invece contraddistinti spesso per comportamenti contrari alla convivenza civile. Come ad esempio la vendita nei mercatini abusivi di prodotti alimentari molto probabilmente entrati in Italia per vie illegali, che, complice anche la cattiva conservazione, potrebbero essere fonte di problemi igienico-sanitari nella zona. O anche episodi di violenza nei confronti di passanti, residenti e negozianti, oppure le frequenti risse e gli accoltellamenti, che stanno sempre più acquistando la parvenza di regolamenti di conti tra gruppi malavitosi dediti allo spaccio di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione. In Europa gli esempi dove la massiccia immigrazione ha fatto finire interi sobborghi cittadini nelle mani di gang criminali si sprecano, e questo quartiere rischia purtroppo di diventare la prima no-go zone italiana”.
Il quadro che si profila, è quello di una situazione non più sostenibile. Con un De Magistris sempre più immigrazionista, buonista e disconnesso dalla realtà, le denunce del Vasto ripongono ora le residue speranze nella lettera aperta. Conte, Salvini e Di Maio interverranno a riguardo? Che lo slogan (copiato) “Prima gli italiani”, abbia adeguato riscontro? Sarebbe anche l’ora.
Chiara Soldani


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