Roma, 24 lug – Tutti contro Davide Casaleggio, reo di aver ipotizzato un futuro superamento della democrazia rappresentativa. Il presidente dell’associazione Rousseau – la piattaforma online di riferimento per il Movimento 5 Stelle – , in un’intervista alla Verità, ha scatenato un putiferio sostenendo che un giorno le Camere non saranno più necessarie. Ad attaccarlo non soltanto le opposizioni ma anche la terza carica dello Stato, il pentastellato Roberto Fico. Il presidente della Camera infatti ha inevitabilmente fatto una difesa d’ufficio di Montecitorio e del Parlamento. Più morbido invece il vicepremier Luigi Di Maio. Il capo politico del M5S ha detto: “Camere inutili? Dimostriamo il contrario“.
“Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile” e “tra qualche lustro è possibile” che il Parlamento “non sarà più necessario nemmeno in questa forma”. Così Casaleggio ha scatenato le ire di tutta l’opposizione, da Forza Italia al Partito Democratico fino a Liberi e Uguali. Per il presidente del Pd Matteo Orfini “prima capiamo tutti che tra l’autoritarismo del M5S e quello della Lega non c’è alcuna differenza, meglio sarà per la sinistra italiana”. Il deputato azzurro Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari di Forza Italia, ci va giù senza mezzi termini, definendo l’uscita di Casaleggio “l’ultima minchiata galattica” dovuta al caldo, dopo “le scie chimiche, l’allunaggio mai avvenuto, l’estrazione a sorte dei senatori e via farneticando”.
A sinistra invece c’è il capogruppo di LeU alla Camera Federico Fornaro che dice: “Una democrazia senza un Parlamento che rappresenti i cittadini è una dittatura, magari illuminata grazie all’interazione della ‘rete’ ma pur sempre una dittatura”.
Dal canto suo, Casaleggio sostiene che “oggi, grazie alla Rete e alle tecnologie, esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci in termini di rappresentatività popolare di qualunque modello di governo novecentesco. Il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile“. Anche perché, sottolinea, c’è una democrazia diretta che “è già una realtà grazie a Rousseau che per il momento è adottato dal M5S ma potrebbe essere adottato in molti altri ambiti. Uno vale uno non significa ‘uno vale l’altro’. Uno vale uno è il fondamento della democrazia partecipativa. I grandi cambiamenti sociali possono avvenire solo coinvolgendo tutti attraverso la partecipazione in prima persona e non per delega. Non servono baroni dell’intellighenzia che ci dicono cosa fare, ma persone competenti nei vari ambiti che ci chiedano verso quali obiettivi vogliamo andare e che propongano un percorso per raggiungerli. L’incompetenza è spesso la scusa per non far partecipare le persone alle scelte importanti che le riguardano”.
Ad aggiustare il tiro sulla linea del presidente della Casaleggio Associati, sono il vicepremier e capo politico dei 5 Stelle Di Maio e il ministro Riccardo Fraccaro, che non a caso ha la delega alla Democrazia diretta. “Di solito – commenta Di Maio a L’aria che tira Estate, su La7 i Casaleggio ci prendono sempre quando parlano di futuro”. Ma poi precisa: “I cittadini già ci dicono che il Parlamento è inutile. Sta a noi, con atti concreti, dimostrare il contrario“. Per il ministro per i Rapporti con il Parlamento Fraccaro, “la riflessione di Casaleggio riguarda una sfida che abbiamo di fronte: valorizzare il Parlamento nell’ottica di una funzionalità rinnovata. Vogliamo integrare la rappresentanza con la democrazia diretta per restituire le istituzioni ai cittadini. È questo l’obiettivo del M5S”.
Al contrario, il segretario del Pd Maurizio Martina è convinto che “la tecnologia può arricchire la democrazia, ma non può sostituirla. Le parole di Casaleggio sono pericolose: annullano l’importanza (e la fatica) della mediazione, del confronto, della rappresentanza, della politica. Così un Paese si perde. A questa sfida bisogna rispondere con una nuova stagione democratica”.
Minimizza con fare paternalistico il piddino Carlo Calenda: “Ho conosciuto Casaleggio ad un convegno. Francamente mi ha dato l’idea di un ragazzino sprovveduto più che di Darth Veder. Il problema non è lui ma di un Paese confuso che ha difficoltà a fare i conti con la realtà. E non è solo un problema italiano ma di tutto l’Occidente“.
“Abolizione del Parlamento e sua sostituzione con una piattaforma digitale? Ci batteremo contro la visione illiberale sulla forma di governo evocata da Casaleggio. E’ una mera illusione, come si è visto, pensare che trasformare la democrazia in un ‘votificio online’ migliori la qualità delle decisioni pubbliche e renda i cittadini più forti“. Così Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, che, in una lettera pubblicata oggi proprio dalla Verità, aggiunge: “Noi, al contrario, rilanceremo con forza la nostra opzione di modernizzazione: una riforma in senso presidenzialista della Repubblica, un modello in cui un rafforzamento dei governi si accompagnerebbe a un rafforzamento del Parlamento, non certo a un suo svilimento”.
Una pietra tombale sulle uscite del figlio di Gianroberto Casaleggio, guru e fondatore del M5S con Beppe Grillo, la mettono le parole del presidente della Camera Fico: “Ho deciso di convocare la Conferenza dei presidenti di commissione, un organismo che è stato poco utilizzato in passato ma che può essere importante per rendere i lavori della Camera sempre più coordinati e quindi più efficienti. L’ho fatto perché credo fortemente nella centralità del Parlamento e ritengo che il suo operato vada valorizzato nell’interesse collettivo“. Anche perché – almeno per adesso – i rappresentanti delle Camere sono eletti dal popolo secondo quanto previsto dalla Costituzione.
Adolfo Spezzaferro


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