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Pisa, 13 lug – I primi effetti del caldo che ha dato alla testa a Emanuele Fiano e a Laura Boldrini si stanno facendo sentire soprattutto a Pisa. Il consiglio comunale oggi voterà la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessagli dal comune di Pisa il 23 maggio 1924.  Una battaglia, quella della revoca della cittadinanza onoraria al Duce, che va avanti da un po’ e che si conclude oggi. “La cittadinanza onoraria, a suo tempo conferita risulta incompatibile con i valori di cui il Comune di Pisa e la sua comunità sono oggi portatori” si legge nel testo della delibera che nel maggio scorso venne presentata da Giovanni Garzella, un consigliere che passò da Forza Italia al Gruppo Misto e ora in odore di passaggio al Pd.



Quando presentò la delibera Garzella, sottolineando che Mussolini fu proprio a Pisa che firmò le leggi razziali, spiegò: la cittadinanza onoraria è in contrasto con anche con l’articolo 3 dello Statuto del Comune di Pisa e, in particolare, il comma 3 che recita “Il comune, in coerenza con i valori antifascisti espressi dalla resistenza che hanno portato ad avere riconosciuta la medaglia di bronzo alla città e con i principi costituzionali, la promozione dei diritti umani, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale, riconosce nella pace un diritto fondamentale degli uomini, delle donne e dei popoli”. Curioso notare come la sinistra, neanche quella più estrema, non si sia mai opposta ad avere tra i cittadini onorari della città con la Torre Pendente Mussolini, e non si sia mai nemmeno sognata di proporre una mozione del genere. Ci voleva Garzella, un politico che si professa di destra, che ha cominciato anni fa a interessarsi della delibera sulla cittadinanza onoraria, incassando il plauso dell’Anpi.

Quella che verrà votata oggi in consiglio comunale a Pisa sembra più essere l’ennesima trovata di distrazione di massa per spostare l’attenzione dai veri problemi della città. Attorno alla Torre, piazza dei Miracoli è infestata dall’abusivismo, con i commercianti sul piede di guerra. I furti ai turisti ormai non fanno più notizia. Anche per chi ci vive, Pisa è immersa nel degrado. La zona della stazione è un centro di spaccio e non mancano le aggressioni alle volanti della polizia da parte degli immigrati. E poi il collasso dei luoghi deputati all’accoglienza degli immigrati, che ormai invadono anche il litorale in piena stagione turistica.

Insomma, distrarre l’attenzione dei pisani e portare alla ribalta Pisa per essere una delle città italiane che, insieme a Torino e Firenze, revoca la cittadinanza al Duce sembra voler essere un tentativo, goffo, di ingraziarsi una parte dell’opinione pubblica, negando la storia. Chissà se il prossimo passo a Pisa sarà cambiare il nome al viale, intitolato a D’Annunzio.

Anna Pedri



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