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Pistoia, 12 set – Già da qualche settimana era stata diffusa la notizia dei problemi di sicurezza al centro di accoglienza di don Massimo Biancalani, a Vicofaro. Ieri la conferma da parte del Comune di Pistoia, che con un’ordinanza ha chiuso definitivamente il centro, ritenuto non idoneo a ospitare tutti quanti vivono nel centro. Il prete non ci sta e decide di spostare i suoi ospiti in chiesa, e di iniziare con loro uno sciopero della fame.
Don Biancalani, si sa, era salito agli onori delle cronache per la sua vena immigrazionista. Famose le sue iniziative a sostegno degli immigrati, come le gite in piscina per i suoi ospiti della canonica, la pizzeria del rifugiato, il presepe su un gommone. E ora non nasconde la sua rabbia nei confronti della decisione del Comune di Pistoia di chiudere definitivamente la sua struttura. Ieri, alla notifica del decreto di chiusura ha sbottato: “Sono molto contrariato, perché credo che si potesse trovare una mediazione. Stasera decideremo quale strada intraprendere, certamente ci opporremo ricorrendo al Tar contro il provvedimento e inizieremo un digiuno di protesta contro questo provvedimento”. E ha precisato che gli ospiti sfrattati, una settantina in tutto, sono stati spostati in chiesa “che è grande e dispone di un matroneo molto capiente nel quale potranno trovare posto, senza disturbare le persone che vengono in chiesa”. Certo, rimane il problema dei bagni, ma il don amico degli immigrati è sicuro che presto troverà una soluzione.  
Immediata la solidarietà da parte della sinistra buonista, con Giuseppe Civati, fondatore del movimento Possibile, che grida al razzismo: “L’ordinanza che chiude ufficialmente il centro di accoglienza a Vicofaro è la riprova che è in corso una repressione nei confronti di chi non si adegua alla linea disumana del governo. Don Biancalani ha pagato a caro prezzo il suo impegno per l’accoglienza, subendo peraltro attacchi deprecabili da chi dovrebbe occuparsi della sicurezza, come il ministro dell’Interno Salvini. Manifestiamo la nostra vicinanza a don Biancalani: e venerdì saremo a Vicofaro proprio per non lasciarlo solo”.
Sulla chiusura del centro di Vicofaro, anticipata già dalla Prefettura che aveva rilevato problemi di sicurezza, don Biancalani aveva persino scritto una lettera al Papa, nella quale lamentava le offese “indicibili” che ogni giorni riceve e il fatto che “nonostante gli ingenti sforzi economici effettuati per adeguare i nostri ambienti all’accoglienza, tutto questo non è stato considerato sufficiente”, sottolineando che senza la sua struttura queste persone “sarebbero costrette a vivere in condizioni precarie e pericolose”. Esattamente quanto hanno contestato la Prefettura prima e il Comune poi al centro di Vicofaro, dove da ieri gli ospiti sono a digiuno.
Anna Pedri
 
 

10 Commenti

  1. Vista la stazza del reverendo… Un po’ di dieta può solo giovare alla sua salute e conservarcelo più a lungo… Fiat voluntas Dei!…

    • Donne???… I nerboruti negrotti ospiti del Rev., che paiono usi a tutto, fuorché a patir la fame, hanno, non intelligenza, ma spiccata furbizia animale. Portarsi qui le donne sarebbe come andare all’ Oktoberfest portandosi dietro la birra!… Vedete la poesia di Lovecraft sulla creazione dei negri:”riempirono la cosa di vizio e la chiamarono negro”.

  2. Donne???… I nerboruti negrotti ospiti del Rev., che paiono usi a tutto, fuorché a patir la fame, hanno, non intelligenza, ma spiccata furbizia animale. Portarsi qui le donne sarebbe come andare all’ Oktoberfest portandosi dietro la birra!… Vedete la poesia di Lovecraft sulla creazione dei negri:”riempirono la cosa di vizio e la chiamarono negro”.

  3. quando un prete (a parte il solito codazzo di zitellone over 45 sovrappeso e normalmente “gattare”) viene principalmente sostenuto da comunisti ed ex….
    sicuramente c’è qualcosa di antitetico logicamente e politicamente.

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