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Roma, 12 set – In barba a quanto afferma l’Onu mediante il suo Alto Commissario per i diritti umani, secondo il quale l’Italia sarebbe un Paese razzista, i dati sui reati parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2018 la percentuale di stranieri denunciati o arrestati rispetto al totale è del 31,9%, in confronto al 27,4% del 2017. Addirittura il 41% dei crimini legati agli stupefacenti è stato commesso da stranieri. A dirlo è il Viminale, e il quotidiano il Tempo ne dà notizia.
Insomma, la tanto demonizzata percezione che gli italiani hanno in merito a una sicurezza sempre più precaria, viene confermata dal ministero dell’Interno. Nonostante i grandi media preferiscano fornire un’altra visione del problema. Sta di fatto che tra furti, rapine, scippi, violenze sessuali, omicidi, truffe e molto altro, nei primi sei mesi del 2018 la percentuale di stranieri denunciati o arrestati è in netto aumento rispetto all’anno precedente, di quasi il 5%. Su 429.506 persone che hanno commesso reati, 136.876 sono stranieri.
A farne le spese sono soprattutto donne e anziani. Lo dimostrano i numerosi stupri che ogni giorno le cronache riferiscono. Tantissimi sono i casi di aggressioni in parchi pubblici, anche in pieno giorno. Ed eclatante per la disumana ferocia è stato l’omicidio di Pamela Mastropietro, stuprata, uccisa e fatta a pezzi da un gruppo di nigeriani. Tra i tanti reati di cui gli immigrati si macchiano, infatti, spiccano gli omicidi, dove il tasso di immigrati che uccidono è del 19%. Una percentuale che si alza di 10 punti per i tentati omicidi.
I reati preferiti dagli stranieri sono i furti e la violenza sessuale nei primi sei mesi del 2018 il 44,7% dei furti è stato commesso da immigrati, con picchi di oltre il 52% nelle abitazioni, così come il quasi 42% degli stupri. Poi ci sono le rapine, compiute dal 39% degli stranieri. Ma gli immigrati sono dediti anche alla ricettazione e alla prostituzione e pornografia minorile: rispettivamente rappresentano il 42,2 e il 53,5% di chi delinque in questi ambiti.
Anna Pedri
 
 

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