Roma, 22 nov -Il corteo di oggi a Ravenna organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, ha creato un travaso di bile senza precedenti a tutta la politica cittadina. In una città fra le più rosse della Romagna, con ben il 12% di popolazione straniera – principalmente dal Nordafrica – l’iniziativa del comitato si va a inserire tra le varie manifestazioni contro l’immigrazione incontrollata su tutto il territorio nazionale. Solo due giorni fa infatti a Latina il comitato ha organizzato un partecipato corteo con centinaia di partecipanti.
Un corteo osteggiato da tutta la politica
Nella rossa Ravenna non è stata solo la maggioranza di centrosinistra a prendersela contro il corteo per la Remigrazione. Oltre ai soliti sindacati – Cgil e affini – e ai gruppi antagonisti, a mantenere le distanze dalla manifestazione sono stati anche gli esponenti locali di centrodestra. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Nicola Grandi, ha dichiarato che “Si tratta di una manifestazione inqualificabile, avrei preferito non fosse stata autorizzata. Remigrazione è una parola assurda, non accetto che Ravenna venga presa come esempio di città fuori controllo, i problemi ci sono e vanno risolti ma non è un’immagine realistica”.
La risposta del comitato
Come sempre, etichettare di fascismo un’iniziativa per la sinistra ha lo scopo di non entrare nel merito di ciò che effettivamente essa tratta. Per dipanare i dubbi, il comitato Remigrazione e Riconquista ha replicato così alle polemiche venutesi a creare: “La parola ‘remigrazione’ non ha nulla a che vedere con una presunta deportazione di massa indiscriminata, né rappresenta uno slogan fine a se stesso, come si sente usare spesso in questi giorni, ma si tratta di una vera e propria proposta di legge di iniziativa popolare politica che verrà presentata in tutta Italia, e che si pone la finalità di porre un deciso freno all’immigrazione incontrollata, fenomeno che ha portato intere città, tra cui Ravenna, in uno stato di totale degrado ed insicurezza”.
“La proposta – prosegue la nota del comitato – include una serie di interventi politici ed amministrativi finalizzati a ridurre e invertire il flusso migratorio verso l’Italia e l’Europa, rafforzando al contempo il controllo della regolarità sul territorio e facilitando l’espulsione di tutti gli immigrati presenti irregolarmente sul suolo nazionale, così come di tutti gli immigrati regolari che si sono resi colpevoli di reati. Facilita inoltre il rientro nei luoghi di origine, tramite Patti di Remigrazione volontaria, di tutti quegli immigrati che si sono resi conto, loro malgrado, che qui per loro non c’è nulla”.
La sinistra che alza la tensione
Le minatorie dichiarazioni di antagonisti e comitati antifascisti contro il corteo non si sono fatte attendere. La casa discografica antagonista romagnola Rumagna Sgroza ha pubblicato la locandina della manifestazione al contrario scrivendo “tornate nei vostri letamai, nelle fosse biologiche, razzisti di merda”, e ancora “abbiamo questioni più importanti che domani ci tengono lontani da voi, ma ci penseranno i nostri compagni”. Il contro-corteo antagonista si accentrerà in stazione a Ravenna un’ora prima del ritrovo del comitato. Si prospetta una giornata ad altissima tensione, e come al solito ad alzarla sono gli antifascisti.
Patrizio Podestà