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Roma 21 feb – Matteo Renzi e Giuseppe Conte si incontreranno. Il premier ha accolto la richiesta del leader di Italia Viva. Se sarà l’occasione per un chiarimento, per sanare la frattura tra i renziani e il resto della maggioranza giallofucsia o invece la conclamazione di tale rottura, non è ancora chiaro. Quello che si sa è che la “scaletta” dettata da Conte prevede un faccia a faccia con l’ex segretario Pd e poi il voto in Aula su quell’agenda 2023 che il premier definirà nei prossimi giorni. “Renzi mi ha chiesto un incontro – ha detto il premier – e ho già risposto che sono ben disponibile, la mia porta è sempre stata aperta e sarà sempre aperta: sicuramente ci vedremo la settimana prossima”.

Dopo l’incontro, la conta in Aula: Conte vuole parlamentarizzare l’eventuale crisi

L’incontro tra i due, si sottolinea nella maggioranza, non eviterà il riscontro parlamentare che il capo del governo – con le comunicazioni in Aula – intende verificare sul cronoprogramma per rilanciare l’economia italiana. Insomma, la posizione di Conte è chiara: intende parlamentarizzare il sostegno – o la rottura – di Iv nei suoi confronti. In questa ottica, quindi, non sarà Renzi – è l’avvertimento che arriva al leader di Iv – a dettare l’agenda del governo. Infatti l’agenda 2023, fanno presente fonti della maggioranza, partirà proprio dai tavoli che, con la presenza di Iv, hanno stabilito nei giorni scorsi le priorità della fase due del governo.

M5S sfida Renzi: “Se vuole sfiduciare Bonafede vada in Aula non in tv”

Intanto i 5 Stelle, dopo aver minacciato l’ex premier, minimizzano: “Da Matteo Renzi attacchi irrilevanti. Se vuole sfiduciare Bonafade vada in Aula non in televisione“, dice Nicola Morra, presidente M5S della commissione parlamentare Antimafia, intervistato dalla Stampa. Per Morra gli attacchi del leader di Italia Viva “sono un bluff, del tutto strumentali e irrilevanti”. Renzi “cerca solo di ottenere una fugace visibilità mediatica. Se si vuole davvero sfiduciare un ministro, ci sono degli strumenti parlamentari previsti. Vada in Aula, non a Porta a Porta“. Renzi, secondo Morra, si muove in base al “mi si nota di più se vengo o se non vengo?”. L’ex premier, continua il pentastellato, “ha la necessità spaventosa di tornare al centro della scena, e ci sono alcuni che gli offrono questa possibilità, come Bruno Vespa”.

Pd: “Conte cambi passo, altrimenti meglio andare al voto”

Il Pd è ancora più netto, circa i tira e molla di Renzi, e sprona Conte: “Il premier cambi passo. Se il governo vivacchia è meglio andare al voto“, è l’avvertimento Graziano Delrio, ex ministro e capogruppo dem alla Camera, in un’intervista al Corriere della Sera. “Senza un cambio di passo si fa complicato mostrare al Paese che questa maggioranza è in grado di risolverli” ha fatto presente Delrio, e “se non abbiamo la forza di fare quel cambiamento che protegga la società italiana” allora “meglio essere seri e consentire che ognuno si misuri con il volere del popolo” e andare al voto.

Il dato politico è che forse Renzi ha intenzione di rompere con Conte prima della conta in Aula. Perché la parlamentarizzazione della crisi voluta dal premier – sulla falsa riga di quella agostana con Salvini – potrebbe conclamare l’ininfluenza delle truppe cammellate renziane. E l’ex segretario Pd, in perenne campagna elettorale visto che il suo partito è ancora piccolo, non può permettersi una sconfitta del genere.

Adolfo Spezzaferro

 

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