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Roma, 27 ott – Giuseppe Conte difende il suo Dpcm e avverte gli alleati della maggioranza giallofucsia che non bisogna soffiare sul fuoco della protesta. Il premier se ne infischia della rabbia delle piazze – “le misure non si toccano“, dice – e se la prende, pur senza nominarlo, con Matteo Renzi, che chiede di modificare le restrizioni imposte a ristoratori, commercianti e imprenditori. Perché il coprifuoco alle 18 mette in ginocchio l’economia, già molto provata da mesi di lockdown.

“Dpcm nato da confronto con le forze di maggioranza”

“Abbiamo appena varato un Dpcm con misure più restrittive, ma necessarie. Quel Dpcm è nato da un lungo confronto tra tutte le forze di maggioranza, rappresentate dai rispettivi capi-delegazione. Queste misure non sono in discussione. Piuttosto vanno spiegate a una popolazione in sofferenza, che legittimamente chiede di capire i motivi delle scelte del governo”. Così Conte, sfruttando la vetrina amica del Fatto Quotidiano ricorda alla maggioranza che restrizioni e divieti sono stati decisi insieme. “Tutte le misure messe in campo rispondono alla necessità di tenere sotto controllo la curva dei contagi – sostiene il premier -. Con lo smart working e il ricorso alla didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado, puntiamo a ridurre momenti di incontri e soprattutto l’afflusso nei mezzi di trasporto durante il giorno, perché sappiamo che è soprattutto lì che si creano affollamenti e quindi occasioni di contagio. Acquistare subito centinaia di nuovi mezzi pubblici è impossibile, per questo andava decongestionato il sistema del trasporto pubblico agendo su scuola e lavoro e altre occasioni di uscita come lo sono l’attività sportiva in palestre e piscine”. Insomma, il capo del governo ammette candidamente che ha optato per chiudere tutto invece di intervenire sul nodo trasporti, tanto per fare un esempio. O sulla sanità, per farne un altro.

“Abbiamo sospeso le attività che spingono le persone a uscire”

“Stessa cosa abbiamo fatto la sera – precisa il premier -. Abbiamo ridotto tutte le occasioni di socialità che spingono le persone a uscire nelle ore serali e a spostarsi con i mezzi pubblici. Uscire la sera per andare al ristorante, cinema o teatro significa prendere mezzi pubblici o taxi, fermarsi prima o dopo in una piazza a bere qualcosa o a incontrarsi con amici abbassando la propria soglia di attenzione e creando assembramenti. Ecco perché abbiamo sospeso le attività di ristoranti, cinema e teatri. Così si è meno incentivati a uscire di casa“. Anche qui, Conte ammette che con il coprifuoco alle 18 si creano le condizioni per spedire gli italiani in auto-lockdown.

L’attacco a Renzi

Poi il premier richiama gli alleati alla responsabilità. “La politica, e questo vale soprattutto per chi è al governo, deve saper dar conto delle proprie scelte ai cittadini, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e non soffiare sul fuoco del malessere sociale per qualche percentuale di consenso nei sondaggi“. Un chiaro riferimento al leader di Italia Viva che ha chiesto di modificare il Dpcm: “La chiusura dei ristoranti alle 18 è tecnicamente insensata”, ha detto ieri Renzi.

Insomma, Conte ora si sente a posto: ha spiegato ai cittadini le ragioni del coprifuoco, ha avvisato la maggioranza che bisogna stare zitti e tirare dritto perché è in gioco la salute degli italiani (che in verità si legge “sopravvivenza del governo”). E pertanto il premier non sembra minimamente intenzionato ad allentare le misure imposte, come se non fosse preoccupato dalle tensioni sociali e dalla rabbia delle piazze.

Pure Zingaretti accusa il leader di Iv: “Piedi in due staffe eticamente intollerabile”

Anche Nicola Zingaretti va all’attacco del leader di Italia Viva: “Non sono mai stati seri quei partiti che la sera siedono ai tavoli per prendere decisioni e la mattina dopo organizzano l’opposizione – dice il segretario dem in direzione – in questo momento stare con i piedi in due staffe è eticamente intollerabile. In gioco c’è la vita delle persone e l’Italia si aspetta da chi ha responsabilità di governo serietà e autorevolezza”.

Salvini: “Bene le parole di Renzi, vediamo se stavolta passerà ai fatti”

Chi ovviamente coglie l’occasione per sfruttare la posizione di Italia Viva è il capo dell’opposizione. “Bene le parole di Renzi, vediamo se stavolta in Parlamento passerà ai fatti. La salute degli italiani viene prima di tutto, servono tamponi e cure a casa per aiutare gli ospedali. Chiudere teatri e palestre, cinema e piscine, bar e ristoranti non ridurrà i contagi o salverà vite, ridurrà alla fame milioni di lavoratori. Conte ascolti gli italiani, venga in Parlamento e cambi l’ennesimo decreto inutile, fatto senza ascoltare nessuno. L’Italia merita rispetto e noi siamo pronti a costruire, basta con confusione, arroganza e incapacità”, afferma Matteo Salvini. Insomma, persino il leader della Lega potrebbe collaborare con la maggioranza se Conte si convincesse a rivedere il Dpcm.

Adolfo Spezzaferro

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