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Washington, 27 ott – Mal di pancia per i liberal americani, ora c’è anche l’ok del Senato: Amy Coney Barret è ufficialmente componente della Corte suprema americana.

Lo spauracchio dei liberal

Ha vinto il «male assoluto» per i progressisti made in Usa (e non solo): madre di 7 figli (di cui due adottati), 48 anni, antiabortista, «ultracattolica» – come è stata definita con spregio dalla stampa mainstream –, favorevole alla tutela del Secondo emendamento – quello che sancisce il diritto a portare armi – anti immigrazionista, Barret prende il posto lasciato dalla defunta Ruth Bader Ginsburg, progressista e nominata da Clinton, per unirsi alle altre 5 toghe conservatrici della Corte, per un totale di 6 su 9. Una maggioranza schiacciante, una situazione che non si verificava dagli anni ’30, prima del New Deal di Franklin Delano Roosevelt.

Una svolta epocale

ACB, come viene chiamata dalla stampa, ha giurato nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca, dopo la conferma, da parte del Senato della nomina fatta da Donald Trump. «E’ un privilegio essere stata chiamata a servire il mio Paese», ha dichiarato subito dopo il giuramento. «E’ un giorno storico per l’America», queste le parole di Donald Trump che a una settimana dal voto si regala una grande vittoria, un mutamento che potrebbe imprimere una svolta epocale, della durata di decenni – i giudici della Corte suprema non hanno scadenza – al sistema giudiziario Usa. Un cambiamento di direzione a cui Trump aveva già contribuito nominando precedentemente altre due toghe conservatrici: Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. «Ricoprirò il mio incarico in maniera indipendente dalla politica e dalle mie preferenze», ha puntualizzato la Barrett.

Nemica dei dem

Nominando la Barret il tycoon ha potenzialmente dato il via alla demolizione dell’Obamacare, la discussa riforma sanitaria firmata Barack Obama, ma soprattutto alla ridiscussione della sentenza Roe vs Wade con cui nel 1973 è stato reso legale l’aborto. Per questo motivo i democratici avevano tentato di fermare fino alla fine i repubblicani in Senato. Ma la nomina è arrivata con il voto compatto dei senatori repubblicani (tranne una, la senatrice Susan Collins). «Avete rubato il posto lasciato vacante da Ruth Bader Ginsburg», ha puntato il dito il leader dei democratici in Senato Chuck Schumer. «I democratici volevano mettere un giudice attivista», la secca risposta del leader della maggioranza repubblicana, il senatore Mitch Mc Connell.

Cristina Gauri

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