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Roma, 29 ott – Matteo Renzi non ci sta a farsi attaccare dal premier Giuseppe Conte per aver chiesto di modificare il Dpcm che impone il coprifuoco nazionale e anzi ribadisce: “Il decreto è tecnicamente sbagliato perché non poggia su dati scientifici, ma sulle ansie di alcuni ministri preoccupati. È un decreto che non riduce il numero dei contagiati, ma aumenta il numero dei disoccupati. Fomenta le tensioni sociali di un Paese diviso tra garantiti e non, crea un doppio binario sui ristori economicamente insostenibile nel medio periodo”. E il premier? Per Renzi – al top della sua spavalda arroganza – è merito suo se sta a Palazzo Chigi.

“Utilità Dpcm dal punto di vista sanitario tutta da dimostrare”

In una intervista a Repubblica, il leader di Italia Viva va all’attacco delle restrizioni anti-contagio decise da Conte e obietta che “l’utilità del Dpcm dal punto di vista sanitario è tutta da dimostrare, mentre è certo sia dannoso a livello economico e sociale“. Il provvedimento emanato dal governo “tradisce una visione ottocentesca della cultura vista come mero divertimento di cui si può fare a meno e non come pilastro – anche economico – della nostra identità: preoccuparsi dei cinema e dei teatri senza aver fatto funzionare trasporti e tamponi è umiliante”, sottolinea Renzi. “Servono decisioni basate su valutazioni scientifiche e non su emozioni irrazionali”.

“Meglio il lockdown di Macron che la telenovela di decreti”

L’ex premier lo ammette: “Dovremo convivere con il virus ancora per qualche mese: proprio per questo occorre organizzarsi in modo lucido, non con scelte improvvisate”. “Auspico che non si arrivi al lockdown, ma è più comprensibile un lockdown serio e spiegato bene come ha fatto Macron ieri sera che non procedere con decreti continui come fosse una telenovela. Facciamo un piano serio, anche duro se serve, ma un piano strategico da qui a sei mesi. Non decreti a getto continuo che scadono dopo sei giorni”, è l’attacco di Renzi al modus operandi di Conte.

L’attacco al premier: “Senza di me farebbe il professore”

Poi Renzi si rivolge a Conte, che lo ha accusato di soffiare sul fuoco della protesta: “Questo modo sbrigativo di rispondere alle critiche mi sembra più adatto a un populista che a un premier“. Ancora: “Che vuol dire giochini politici? Vorrei ricordare che senza i miei giochini politici di un anno fa oggi Conte farebbe il professore all’Università di Firenze e in queste ore si occuperebbe di come funziona la didattica online da Novoli, non di Dpcm. Io faccio politica, non giochini. E suggerisco al premier di farsi aiutare dalla sua maggioranza anziché considerarsi depositario della verità. Vogliamo dare una mano, ma fare politica per noi non è una parolaccia, non siamo populisti noi”. Insomma, appare chiaro che Renzi stia sfruttando le tensioni sociali e quelle all’interno dell’alleanza giallofucsia per raccogliere consensi e far crescere il suo partito. Che poi è quello che sta facendo da quando ha contribuito a dar vita al Conte-bis.

Il leader di Iv riparte alla carica con il Mes

Infine, il leader di Iv riparte alla carica con il prestito-trappola Ue per le spese sanitarie: “Continuare a dire no al Mes è masochismo, non ideologia e sinceramente non capisco la sponda che Gualtieri sta dando ai 5 Stelle su questo”, tantopiù che “a metà 2021 il mondo ricomincerà a girare a mille: dovremo essere pronti. Per questo serve il Mes, per questo serve il Recovery fund”, sostiene convinto.

Adolfo Spezzaferro

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