Roma, 12 mar – Lascio, anzi no, non mollo. La resa dei conti in casa Pd è iniziata ufficialmente oggi con la direzione nazionale riunita per analizzare il voto (ovvero la sonora batosta rifilata dagli elettori). Tra incertezze, sguardi persi, tentativi di tenere in piedi il baraccone e personaggi improbabili che dovrebbero traghettare non si sa bene dove il partito, l’unica figura che continua a esprimersi e a far parlare di sé è sempre e solo Matteo Renzi. L’ex premier dopo aver annunciato le dimissioni da segretario, al Nazareno non si è presentato rimandando tutto all’Assemblea del Pd tra un mese. “Caro presidente, rassegno le mie dimissioni preso atto del risultato delle elezioni. L’effetto immediato di questa lettera è di avviare le procedure: c’è un mese di tempo per avviare l’assemblea. In quella sede spiegherò le ragioni delle dimissioni”, è quanto scritto da Renzi in una lettera che Matteo Orfini ha letto in apertura di lavori.

“Io – scrive poi Renzi nella Enews  a poche ore dalla riunione – non mollo. Mi dimetto da segretario del Pd come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri”. E ancora: “Abbiamo perso una battaglia, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto”, aggiungo che “il futuro prima o poi torna”. Insomma il solito bluff renziano, una supercazzola vivente che non smette mai di oscillare tra un mago Otelma e la sindrome del politico immortale che ha sempre ragione. Tra un plurale maiestatis e profezie su se stesso. L’eterno ritorno del rottamatore che non vuol finire rottamato buttato là in pasto ad un partito composto per lo più da fedelissimi senza arte né parte, con uno sparuto e sempre perdente gruppuscolo di avversari interni a cui lasciare giusto il diritto di contestazione blanda, tanto da far sembrare l’ex sindaco di Firenze l’unico in grado di ricoprire il ruolo di leader, vista l’assenza totale di alternative quantomeno credibili.

Prova ne sono le dichiarazioni del nuovo reggente Maurizio Martina, ministro dell’Agricoltura invisibile, che suscitano più sbadigli che altro: “Cercherò di guidare il partito nei delicati passaggi interni e istituzionali a cui sarà chiamato. Lo farò con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso. Chiedo unità”. Parole di circostanza talmente noiose e inefficaci che per disperazione anche i competitor di Renzi rileggendole al volo invocherebbero un ritorno di Renzi. Nel frattempo l’ex premier si è preso un mese di tempo per rielaborare il flop elettorale e decidere il destino suo e di fatto del Pd. Figuratevi i tempi per la formazione di un eventuale governo.

Eugenio Palazzini

Commenti

commenti

5 Commenti

  1. …la mala erba non muore mai. Però ci sono ottimi diserbanti e se non bastassero si può sempre ricorrere al caro vecchio Napalm…
    Battute a parte il cazzaro di Rignano ci romperà le palle ancora per qualche mese, poi se Dio vuole, ma anche se non vuole sarà relegato al ruolo che gli spetta ambulante di pentole!

  2. Quanto sia autoreferenziale e arrogante l’ex segretario piddino pare oramai assodato, ma da un po di tempo si sfiora il ridicolo……per cui il più derelitto ministro dell’agricoltura che l’Italia ricordi dovrebbe guidare la truppa piddina verso un futuro radioso a 360 gradi……….trovare la strada maestra,tornare alla vittoria………… Spero che la giustizia divina compia il suo corso , auspico che coloro che hanno ridotto la nostra patria una fogna a cielo aperto abitata dalla peggior feccia africana
    analfabeta possano tornare con gioia a lavorare…………..a casa loro ovviamente……..ma l’erba cattiva non muore mai……purtroppo.

  3. Il porco tramaglino, una volta tanto, ha espresso con chiarezza e verità le intenzioni sue e del P.artito D.elinquente: ” non lasceremo il futuro agli altri”. Difatti cosa hanno fatto, o tentato di fare, questi sudici ladri e le loro puttane?… Rubare il futuro agli Italiani. Auguro al renzo tramaglino, e al “suo” delinquenziale consesso quanto di peggio gli si possa augurare, e di più, se possibile…..

  4. non offendere gli ambulanti di pentole 🙂
    trova un paragone per esempio antifa’ sarebbe piu’ calzante oppure altro a tuo piacere …………

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here