il-premier-matteo-renziRoma, 4 giu – A Matteo Renzi,come a re Mida, Dioniso ha fatto un dono: tutto ciò che promette viene creduto ma non mantenuto. Il 17 febbraio, nominato Presidente del Consiglio, prometteva una riforma al mese: “Entro febbraio la riforma elettorale e quelle istituzionali, a marzo il lavoro, il piano casa, gli 80 euro e la diminuzione del costo dell’energia per le imprese, ad aprile la pubblica amministrazione, a maggio il fisco”. Siamo a giugno, il Pd ha stravinto le elezioni europee e la disoccupazione giovanile è ai massimi storici. Vediamo a che punto sono le riforme promesse da Renzi.


 

 

  • Il ddl che doveva riformare il Titolo V e portare all’abolizione del Senato, avrebbe dovuto trovare attuazione entro febbraio. Si voterà il 10 giugno.
  •  Anche la riforma elettorale doveva arrivare a febbraio. Renzi, accortosi di averla sparata grossa, ci è andato più cauto: “Se arriviamo al passaggio del 25 maggio senza aver fatto la legge elettorale e, almeno in prima lettura, la riforma costituzionale non andiamo da nessuna parte”. Sul Def (Documento di economia e finanza del Ministero del Tesoro), c’è scritto: “Approvazione definitiva entro settembre 2014”.
  • A marzo doveva essere attuata la riforma del lavoro. Il 20 marzo infatti viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale il dl Poletti. Peccato che questo dl si occupi solo di “disposizioni in materia di contratti di lavoro a termine”. Il Job Act promesso da Renzi era molto più ampio e corposo. Sempre a marzo, doveva partire lo sblocco “totale, non parziale” dei debiti della P.A.. Sul Def si parla di ottobre 2014. Dei 3,5 miliardi di euro promessi per l’edilizia scolastica, verranno stanziati 122 milioni di euro nel 2014 e altrettanti nel 2015. Meno di un decimo di quelli promessi. La diminuzione del costo dell’energia per le imprese, doveva arrivare entro maggio. Non se ne parlerà prima di fine 2015.
  • Le Province sono state riformate (non abolite). Purtroppo, a fronte di un taglio di 2160 poltrone all’interno delle province, ne sono state create 26 mila  per i consiglieri dei Comuni fino a 10 mila abitanti.
  • Per quanto riguarda i famosi 80 euro, il 18 aprile, il Cdm ha approvato il decreto, ma le coperture ancora non si sono trovate. Sempre il 18 aprile, nello stesso decreto, è stato approvato il taglio del 10% dell’Irap per le aziende. Sarà operativo dal 2015 ma, anche in questo caso, si stentano a trovare le coperture finanziarie.

Roberto Guiscardo

 

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