Palermo, 17 set – Quasi 400 a Trapani, accompagnati dalla nave Aquarius dell’Ong Sos Méditerranée. E 600 in arrivo, nelle prossime ore, a Catania, sul natante Vos Hestia di Save the Children, mentre altri 700 sono attesi, fra Augusta e Pozzallo, a bordo di imbarcazioni della marina militare italiana e irlandese. Sempre su navi militari sono stati trasferiti i 120 soccorsi in mare dall’organizzazione spagnola Proactiva Open Arms. Sono questi i numeri degli ultimi sbarchi di clandestini sulle nostre coste.



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Il traffico riprende dunque a crescere dopo la frenata del mese scorso, quando rispetto al 2016 si è registrato un calo superiore all’80% e che ha permesso di trascinare al ribasso le statistiche di quest’anno: -22% da gennaio ad oggi. Settembre sembra però voler invertire la rotta: i dati del ministero dell’Interno – che segue in tempo reale i dati sugli sbarchi – segnalano una decisa ripresa, tanto che, considerando gli ultimi arrivi ancora non registrati, abbiamo già superato quelli di agosto.

Si smonta così una parte della narrazione, molto propagandistica visto che continuiamo comunque ad accogliere offrendo la collaborazione delle nostre forze armate, del ministro “sceriffo” Minniti sul protocollo imposto alle Ong. È indubbio che l’aver messo un freno all’attività di questi soggetti fra Sicilia e Libia ha contribuito – numeri alla mano: più si indagava sulle Ong e meno sbarchi si registravano – a spezzare uno dei canali preferiti dai trafficanti di esseri umani, ma allo stesso tempo riprende corpo l’indiscrezione secondo la quale ci sarebbe la mafia libica dietro la brusca interruzione delle partenze dal nordafrica. Che in questi giorni abbiano di nuovo ripreso in mano il business?

Alberto Palladino

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